mercoledì 28 aprile 2010

NIKI APRILE GATTI, ASCANIO CELESTINI E .... I VINCITORI E I VINTI...

Sei stato derubato della tua stessa esistenza...

Dimmi o Amore dell'Anima mia, ma perchè la separazione che tanto strazia chi rimane, dovrebbe essere indolore per chi se ne va? Sono certa che le tue lacrime sono miste alle mie....
Mamma




Ho una stanchezza incredibile, a Firenze è stata durissima emotivamente, a Pisa il ripercorrere tutta la storia, l'incontrarsi con tanto altro dolore, ha scatenato tanta rabbia, e poi...l'attesa della decisione del Giudice mi stà consumando.....

Vediamo cosa è accaduto in questi giorni, ve ne parlo in maniera sommaria in quanto davvero non ho avuto la forza di approfondire.

Mentre tutta l'Italia parla di Fini e Berlusconi, e delle loro lotte intestine, che secondo me verranno subito riappianate...., non sò se avete visto Ballarò ...sta rientrando tutto, ecco cosa dietro le quinte accade...

E' importante leggere e guardare sempre il quadro nella sua totalità, diversamente non riusciremo mai a capire, mai a comprendere ...

"Gli indifferenti non hanno mai fatto la storia......non hanno mai neanche capito la storia......"(Ezra Pound) io aggiungerei, non solo gli indifferenti ma anche chi guarda con superficialità, pensando sempre che sono cose distanti ...che non ci riguardano....non è così.....tutto è collegato!

Questa mattina passando davanti ad un negozio, ho visto e acquistato una clessidra da portare al mio Niki .....è solo questione di tempo....!!!!!!!!!

Lodo Alfano: pronto il ddl costituzionale
Prevede lo scudo giudiziario per il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e i ministri

Il ddl prevede che il procedimento giudiziario vada comunque avanti. Il magistrato, sempre secondo quanto si apprende, deve invece comunicare alla Camera di appartenenza (Senato o Camera) del parlamentare o del ministro l'avvio del processo. La Camera ha 90 giorni di tempo per decidere se accogliere la richiesta o disporre la sospensione del processo fino al termine del mandato. Il ddl prevede altresì che sarà il Senato, nel caso di un ministro tecnico, la Camera di riferimento per la decisione. Dal provvedimento sono rimasti esclusi, rispetto all'originale Lodo Alfano, le figura dei presidenti di Camera e Senato per rispondere all'obiezione della Corte costituzionale secondo cui lo scudo giudiziario, a quel punto, doveva essere esteso anche ai parlamentari. (fonte: Ansa)

E mentre Alfano è impegnato tra risse interne (Fini/Berlusconi) e Lodi vari,

ecco cosa accade alla povera gente, a noi "massa", si, è un problema di tutti non ditevi fuori ...nessuno è fuori!!!!!

Giuseppe Filippo Palumbo 34 anni, muore suicida a Solliccano (Firenze) il 23 Aprile 2010 (anche qui una strana storia di telegrammi ...l'Avvocato pare abbia detto che non è stato spedito nè da lui nè dalla famiglia quello in arrivo, e un altro telegramma era stato dato per essere inviato dallo stesso Giuseppe, ma non è mai partito, entrambi sono stati posti sotto sequestro dal Magistrato e nessuno ne conosce i contenuti)

Palumbo, soprannominato Scarface, figlio del boss detenuto Castrese.....

La cella è posta nella sezione di transito, quella a cui vengono destinati i detenuti al loro arrivo in carcere.

....dove era anche il mio Niki??????????????

...ma non è finita ....................

Foggiano suicida in cella

Si dichiarava innocente

Dda: no, era vice del killer

Si è suicidato il 27 Aprile 2010 nel carcere di Teramo Gianluca Protino 34 anni, si dichiarava innocente, pur se si avvalse della facoltà di non rispondere al gip dopo l’arresto. Era in cella dal 26 settembre scorso , pare abbia lasciato una lettera.....

I morti nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno sono 63, vi invito a fare un semplice calcolo:

63 morti : 118 giorni (dal 1° gennaio 2010) = 1,87 media di morte

Muore un detenuto ogni meno di due giorni , ma vi rendete conto???????? E' una strage, è piu' di una guerra!!!! E il nostro Ministro della Giustizia???????????????????....... fa ...lodi....

.......però a volte .....

Appalti, l'inchiesta nel caos

Il gip: non spetta a Perugia
Negati tre arresti, Balducci & C. presto liberi. Il fascicolo in Umbria per il coinvolgimento del procuratore Toro

" Con i soldi del G8 Balducci pagò le stoffe della casa del figlio"(9 marzo 2010)
Balducci, il Gip nega la scarcerazione (8 marzo 2010)

Grandi eventi
Appalti, l'inchiesta nel caos

Il gip: non spetta a Perugia
Negati tre arresti, Balducci & C. presto liberi. Il fascicolo in Umbria per il coinvolgimento del procuratore Toro
È il granello che può inceppare l’ingranaggio. La battuta d’arresto che rischia di pregiudicare l’intera inchiesta sulla gestione degli appalti per i Grandi eventi. Il giudice per le indagini preliminari di Perugia Massimo Ricciarelli ha infatti respinto una nuova richiesta di custodia cautelare presentata dai pubblici ministeri della sua città. Motivo: non sono competenti. La Procura ha già presentato appello, ma se questo orientamento dovesse essere confermato, il fascicolo sarebbe frazionato con una trasmissione di atti a Roma. E l’accertamento della verità potrebbe diventare più complicato............

...e ancora ...

Caso Marrazzo
Omicidio Cafasso, altri due carabinieri indagati per la morte del pusher dei trans
Luciano Simeone e Carlo Tagliente, già detenuti per il ricatto a Marrazzo.

«Ucciso perchè testimone scomodo»

ROMA - Altri due carabinieri, oltre a Nicola Testini, sono indagati dalla procura di Roma per la morte di Gianguerino Cafasso, il pusher dei trans deceduto per una overdose di eroina mascherata da cocaina, nel settembre dello scorso anno. Si tratta di Luciano Simeone e Carlo Tagliente, i due militari dell'Arma già detenuti per il presunto ricatto ai danni di Piero Marrazzo.

....E ci sarebbero anche altre notizie ....a completare questo puzzle dell'Italia che non ci lascia molte speranze ......MA io voglio averne, io credo nelle persone e ciascuno di noi è se stesso, io voglio credere che il Giudice che sta analizzando la storia del Mio Niki, lo faccia con obiettività, assicurare la Verità significa a mio avviso, anche che non si ripetano certe orribili cose, e che, chi ha sbagliato paghi!



Per Niki

"E' proprio vero che la maggior parte dei mali che capitano all'uomo
sono cagionati dall'uomo."
(Plinio Il Vecchio)
Ti Amo
Shalom
Mamma





"La Storia è un gioco che qualcun altro ha già vinto....." Napoleone Bonaparte

domenica 25 aprile 2010

NIKI APRILE GATTI, L'INCONTRO A PISA , MORTI DI STATO,E ...LE MADRI NON ARCHIVIANO!!!




VERITA' UNA,
GIUSTIZIA NESSUNA!










Incontro a Pisa del 24 Aprile

Ieri siamo stati a Pisa, eravamo in molti, l'incontro è stato a cura di Zone del Silenzio, ragazzi davvero splendidi ed ottima organizzazione.

C'erano le famiglie di:
-Niki Aprile Gatti
-Manuel Eliantonio
-Marcello Lonzi
-Giuseppe Uva
-Stefano Cucchi
-Bledar Vukaj
-Stefano Frapporti
- Comitato Aldo Bianzino
-Francesco Mastrogiovanni
- Federica Barbieri per il papà(una delle 36 Famiglie di lavoratori del cantiere navale Nca morti per Amianto)

Erano assenti per motivi familiari la famiglia di Simone La Penna, Riccardo Rasman, Carlo Giuliani, Vito Daniele.

Abbiamo prima fatto un incontro solo noi famigliari, ed abbiamo discusso una bozza di associazione portata da me e messa a disposizione di tutti gli altri per farla visionare, per migliorarla, era solo una bozza, ma a molti è piaciuta subito l'idea e comunque sicuramente il progetto verrà portato a compimento.
Concordi nel fare un'Associazione, i Soci fondatori saranno le famiglie che aderiranno, però aperta a tutti coloro che prenderanno o hanno già preso coscienza della necessità di maggiore tutela dei diritti umani non solo all'interno dei carceri.
Ripeto quello che ho detto ieri: Noi abbiamo già perso, ma migliorare o cercare di migliorare le cose per tutti gli altri ragazzi o per chi vive "dentro" è un nostro fine.
Sarà un'Associazione attiva, laddove ci sarà un abuso di potere o mancanza di tutela da parte dello Stato, lì saremo noi!
Poi ci sono diversi altri scopi che l'Associazione si prefigge, una volta visionato e/o modificato e approvato da tutti, metteremo in rete lo Statuto.

Saremo una forza congiunta per scoprire la Verità per i nostri figli o i nostri cari, attiveremo un numero verde dove chiunque potrà rivolgersi, avendone bisogno.
Il progetto è ambizioso, ma vogliamo costruire un muro da contrapporre a quello che lo Stato, con le continue archiviazioni, ci erge davanti.













"LORO ARCHIVIANO???????? NOI NO!!"






Poi abbiamo avuto l'incontro con i giornalisti e con la Città di Pisa.
Abbiamo raccontato le nostre vite, quelle dei nostri figli, abbiamo ripercorso tappe dolorose.....Siamo famiglie ormai distrutte...piegate....si riesce a far comprendere tanto dolore?????????



Per Niki

"Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio....."

Ti Amo

Shalom

Mamma



giovedì 22 aprile 2010

NIKI APRILE GATTI, IL TRIBUNALE DI FIRENZE E OGGI L'UDIENZA CAMERALE!



"La vera ignoranza non è l'assenza di conoscenza ma il rifiuto di conoscere."
Karl Popper










Oggi siamo stati a Firenze, c'è stata l'udienza camerale per l'opposizione all'Archiviazione di Niki.


Il mio Avv. Massimo Giuliano ha esposto con una chiarezza ineccepibile, tutti i punti di discordanza e/o da approfondire e da verificare, con una indagine tesa a chiarire le cause effettive, la modalità del decesso, il messaggio anonimo (non trascurabile...) ed altro ....Grazie Avvocato!

Conoscete bene i punti che tante volte Vi ho ricordato, io non ero deputata a parlare, ma spero che il mio silenzio sia stato eloquente.

Il Gip dopo anche l'intervento del Pm ha preso dei giorni per decidere sulla Riapertura e quindi nuove indagini, oppure Archiviare.

Attendiamo fiduciosi la decisione del Giudice.

Voi sapete come la penso, la morte di Niki non può essere vista staccata dall'Inchiesta che lo ha visto coinvolto, Inchiesta Premium del Giugno 2008, dove finirono in carcere 18 persone (fra le quali anche personaggi importanti), e fra di esse l'unico a "non avvalersi" della facoltà di non rispondere fu proprio il mio Niki e nella sua manifesta volontà di dire e spiegare ai Magistrati il suo lavoro, ......dopo 15 ore Niki non c'era piu' .... non lo ha potuto MAI più fare!!!

Fuori del Tribunale c'era la corrispondente di Sky, Dott.ssa Chiara Caleo, ed altri giornalisti di testate importanti che aspettavano notizie su Niki.

La Dott.ssa Chiara Caleo è stata splendida, ha raccolto anche le mie lacrime ....dopo l'intervista!

Professionalità e Amore, un connubio a mio avviso importantissimo per qualsiasi lavoro si svolga, essenziale per un lavoro delicato quale quello di giornalista! Mi ha fatto l'intervista e mi ha chiesto anche dell'incontro di Pisa, sabato 24 Aprile, abbiamo parlato molto anche se chiaramente i tempi poi saranno ridotti.


E' stata una giornata durissima...emotivamente ...in quel Tribunale ho visto vivo il mio Niki per l'ultima volta ..............

Anche questa mattina come la mattina del 23 Giugno 2008 sono arrivata prima del tempo....

L'Udienza era alle ore 10.30 eravamo lì alle 9.00.....


Questa foto è un'impronta di Niki, fotografata da lui stesso e messa su
facebook sul suo profilo e nella nota aveva scritto: "la mia impronta sulla terra!"

Pensate dopo 20 giorni Niki non c'era più.............




Amore mio,

ripercorro le ultime strade che hai fatto in vita.....che dolore....io ripercorro le tue impronte...
Mai una mamma dovrebbe ricercare le impronte di un figlio, sempre il figlio quelle della mamma!
Che brutto questo Tribunale, lo guardo e le lacrime mi rigano il viso ....oggi piu' di allora!
Ti amo Amore, stò scrivendo dal Bar di fronte al Tribunale , sono le 9.30, spero che tu da lassù, possa vedere e comprendere la limitatezza dell'essere umano.
Siamo limitati da tutto, dai limiti a volte imposti da noi stessi. Mi hanno spiegato che io non potro' parlare...schemi, gradi, regole da rispettare..... riuscirò a non urlare la Verità? Lo farò per te, lo farò perchè voglio sperare fino all'ultimo....aspetta.... ho visto un blindato è identico a quello con cui tu sei arrivato....Roberto cerca di fermarmi ha già capito...non ci riesce, mi alzo e mi avvicino.... disperazione.....non ci sei più Tu lì dentro...non scendi ....vengo a risedermi e continuo a scrivere...Ti prego Niki dammi la forza ....stai con me.....mi tremano le gambe...le lacrime non si fermano ....Dove sei??? Il blindato si allontana e mi rialzo, di nuovo Roberto cerca di fermarmi ma io mi devo avvicinare a quella porta dove non mi fecero avvicinare quel giorno....mi avvicino ...ma la tua voce dentro non la sento....non ci sei.....

Amore ti devo lasciare sono arrivati gli Avvocati, tremo, lacrime... mi manchi come non mai .....

Ti Amo accompagnami Shalom Mamma 22/04/2010 ore 10.00


Dopo l'udienza, la ripresa con Sky, i giornalisti ecc. , si era fatto tardi, ma siamo riusciti a trovare un fioraio aperto, abbiamo preso delle rose e dei lillà, fiori che Niki amava tanto, ed erano nel giardino della nonna, dove lui e il suo amico David (l'amico che 10 mesi fa ha avuto il bambino e lo ha chiamato Niki) giocavano sempre. E siamo andati a portarli a Sollicciano e lì....ho avuto il crollo definitivo.........li ho lasciati sul recinto, lì Niki è stato privato della vita, dell'Amore,del cielo, delle stelle, ............


E' in uscita il libro di Luca Cardinalini con la casa editrice Derive e Approdi
dove tratta diverse storie "anomale" fra cui quella del mio Niki, del Sindaco di Roccaraso Camillo Valentini, Diana Blefari, Aldo Banzini, Stefano Frapporti, Stefano Cucchi, Ben Gargi. Sarà nelle librerie a fine aprile.
"Anche i media sembrano essersene accorti: in carcere si muore sempre più spesso. Per suicidio, per malori o «per cause da accertare», un modo elegante per non dire che si viene ammazzati.Questo libro racconta una serie di storie di detenuti che non ce l’hanno fatta a uscire vivi di galera. Storie diverse per vita, cultura, convinzioni politiche. Storie che continuano a sbiadire in desolate udienze di solitari tribunali, dove sfilano testimoni, agenti, direttori, educatori, parenti, alla ricerca di uno scampolo di verità e di giustizia." ...dal libro...






Per Niki

Il Colloquio

"Quando ti avrò raggiunto sulla sponda del fiume di luce

e tu mi chiederai che ho fatto tant'anni senza di te,

io ti risponderò:

"Ho continuato il colloquio".

Tu riderai per dolcezza tutto il riso dei tuoi bianchi denti,

e cingerai le mie spalle col tuo gesto sicuro .


E lungo i prati di viole che fioriscono continueremo il colloquio."

(Ada Negri)

Ti Amo

Shalom

Mamma




martedì 20 aprile 2010

NIKI APRILE GATTI, PIERO MARRAZZO,L'INCONTRO A PISA E.... VERITA' UNA...GIUSTIZIA NESSUNA





Ci vuole buona memoria,
la memoria, come diceva Kundera,
è una vera nemica del potere.












A Pisa il 24 Aprile ci incontreremo noi famigliari in cerca di Verità e Giustizia per i nostri Figli.
L'incontro chiaramente è aperto a tutti, sarà un momento di confronto, di condivisione, di programmazione.
Vi voglio riportare una frase molto bella di Don Milani per farVi capire lo spirito con cui ci incontriamo:

"Non posso dire ai miei ragazzi che l'unico modo di amare la legge è di obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando vedranno invece che non sono giuste (cioè quando non sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate"

(don Lorenzo Milani da "Lettera ai giudici").





Continuano le archiviazioni, per morti naturali, suicidi, infarti e noi famiglie vogliamo vedere chiaro sulla morte dei nostri figli.

Lo spirito è quello della Verità, non cerchiamo Verità di comodo, cerchiamo Verità oggettive, Verità, frutto di azioni investigative serie e competenti.
Loro Archiviano???????? NOI NO



Vediamo intanto le altre cose che accadono in Italia..............



Marrazzo: "Sono vittima e testimone"


La Suprema Corte scagiona l'ex governatore del Lazio da ogni ipotesi di reato

ROMA - "In sei mesi non è cambiato nulla: ero e sono una vittima e un testimone di quanto è avvenuto. E' importante che ciò sia stato affermato dalla Cassazione". Lo ha detto l'ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. "Ho scelto il silenzio per sei mesi per rispetto ai giudici, agli investigatori e all'Arma dei carabinieri", ha proseguito Marrazzo parlando nello studio del suo avvocato Luca Petrucci. "Mi sono assunto le mie responsabilità -ha spiegato- verso i cittadini e gli elettori dimettendomi per colpe che sono personali e che hanno coinvolto anche la mia famiglia".Marrazzo fu "chiaramente la vittima predestinata" di una "imboscata organizzata ai suoi danni" da alcuni carabinieri della Compagnia di Roma Trionfale e nei suoi confronti non è ravvisabile alcuna responsabilità penale né per quanto riguarda l'uso dell'auto blu, per raggiungere l'appartamento di via Gradoli per incontrare il trans Natalie, né per quanto riguarda l'eventuale utilizzo di cocaina. Lo sottolinea la Cassazione affrontando per la prima volta il 'caso Marrazzo' nelle motivazioni, appena depositate, del provvedimento con il quale ha confermato le misure cautelari nei confronti dei carabinieri coinvolti, indicando anche un ruolo più grave nei confronti del maresciallo Nicola Testini.
In particolare, per quanto concerne la posizione di Marrazzo nell'ambito della vicenda che lo ha portato alle dimissioni dopo essere stato sorpreso e filmato da alcuni carabinieri insieme al trans Natalie, anche con una dose di cocaina, la Suprema Corte - respingendo i tentativi dei difensori dei carabinieri di gettare discredito sulle dichiarazioni dell'ex governatore - rileva che "nei confronti di Marrazzo nulla autorizza ad ipotizzare condotte delittuose, essendo egli chiaramente la vittima predestinata di quella che é stata considerata come un'imboscata organizzata ai suoi danni". Aggiunge la Cassazione che nemmeno la presenza della cocaina in casa di Natalie può condurre "a diverse conclusioni". (......)


Ai carabinieri erano "ben note le sue debolezze" tanto che organizzarono "un vero e proprio agguato culminato con l'irruzione nell'abitazione del trans Natalie" ai primi di luglio dello scorso anno. Lo sottolinea la Cassazione sconfessando la tesi dei carabinieri indagati in base alla quale l'irruzione sarebbe stata fatta "per verificare la consistenza della notizia confidenziale ricevuta dall'informatore Gianguarino Cafasso, sullo svolgimento di festini con droga".

Ricordiamo che in questa indagine ci sono stati ben due morti: la trans Brenda e Gianguarino Cafasso ............
Marrazzo rientrerà presto in TV???????

Intercettazioni: servono gravi indizi di reato


Il governo presenta gli emendamenti al ddl
Sarà il tribunale, non più il gip, a decidere "l'assoluta indispensabilità" per effettuare riprese o registrazioni. La legge non si applica ai processi in corso. Aumentano le pene per chi intercetta o pubblica senza autorizzazione. E per il Pd resta un provvedimento 'sballato'


ROMA - L'autorizzazione alle intercettazioni può essere chiesta quando sussistono gravi indizi di reato e "l'assoluta indispensabilità" di queste per la prosecuzione delle indagini. E' quanto prevede l'emendamento presentato dal governo al ddl intercettazioni 1 ora all'esame della commissione giustizia del Senato. Tra governo e maggioranza sono stati presentati 12 emendamenti. Due sono stati depositati in commissione giustizia del Senato dal sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo e circa 10 sono quelli firmati dal relatore Roberto Centaro. Eliminando dal testo gli "evidenti indizi di colpevolezza", si può disporre intercettazioni anche nei procedimenti a carico di ignoti. Per poter intercettare, però, è necessario che l'utenza sia intestata (o effettivamente in uso) o all'indagato o a una terza persona che, già emersa dalle indagini come a conoscenza dei fatti per i quali si procede, si ritiene ne farà uso per conversazioni o comunicazioni che riguardino i fatti oggetto dell'indagine. Il principio vale anche per le riprese visive. I luoghi sottoposti a sorveglianza devono appartenere o essere utilizzati dall'indagato o da persone diverse sempre che risultino, dalle indagini, già a conoscenza dei fatti.


.................Oliviero Diliberto sul suo Facebook scrive: "Non sapremo più nulla degli imprenditori che ridevano a crepapelle per il terremoto dell'Aquila, delle parole oscene di Berlusconi contro chi non era capace di cacciare Santoro, di calciopoli e via discorrendo. Non ci sarà più né mafia né camorra, alla faccia delle 'balle' di Saviano. Ci sarà solo l'Italia che vuole Berlusconi......."

Donatella Papi, da poco consorte di Angelo Izzo,
lo spietato "mostro del Circeo", ha perso due sere fa il figlio appena 17enne, Jacopo Fanfani, nipote di Amintore. Jacopo si è schiantato a Roma a bordo di una minicar sull'Olimpica di Roma, nei pressi del Foro Italico.
Donatella Papi non ha perso tempo per prendere la parola, lasciando intendere la presenza di un complotto ai danni della sua famiglia che ora, come ben sappiamo, comprende anche il pluriomicida Angelo Izzo:
"La morte di mio figlio è un sacrificio per la patria. Da anni eravamo sotto ricatti e pressioni. Proprio ieri ho consegnato alla polizia postale una denuncia per gravi minacce e rischi per la mia persona, per mio marito e per i miei familiari. Ho chiesto, in relazione alla morte di mio figlio, che siano eseguite l'autopsia ed indagini rigorose".
La minicar si sarebbe ribaltata da sola probabilmente per l'alta velocità.





Caro Niki,
quanto è difficile la vita quaggiù, è una vita in cui non ci sentiamo piu' al sicuro di niente, imperano corruzione, discriminazioni sociali e legali, e più andiamo a fondo alle cose, e piu' esse ci si mostrano sotto il profilo più brutto, nulla è autentico e mi chiedo paradossalmente, chi può darmi la Verità? Chi la Giustizia?Eppure io credo che la realtà fisica non mente, la realtà oggettiva prima o poi emerge, hai visto Elisa Claps? Hai visto il messaggio anonimo che 2 anni fa avevano lasciato nel bagno del bar ed al quale non hanno voluto dare credito? Indicava perfettamente dov'era il corpo ..... Spero che nel tuo caso Amore, non venga tralasciato quel messaggio sempre anonimo, non per rispolverarlo fra qualche anno......
La tua assenza mi divora, mi manchi e la mia vita non è piu' vita, sono qui, dove il mio sventurato popolo è ...... ma tu aspettami ...........
Per Niki




Davanti a questo dolore


s'incurvano i monti ....


Ti Amo


Shalom


Mamma


domenica 18 aprile 2010

NIKI APRILE GATTI, MASSIMILIANO CARBONE, LA 'NDRANGHETA, LA RISPOSTA DI MARINA BERLUSCONI,E .....QUANDO L'AMORE UCCIDE!!!




"L'amore è un erba spontanea,
non una pianta da giardino"

(I. Nievo)





Non voglio parlarvi di 'ndrangheta, ne ha parlato a sufficienza e con grande maestria l'Incarcerato e poi ci sono molti libri che ne spiegano i raffinati e/o grossolani meccanismi...comunque attualmente è la mafia piu' potente al mondo, la più temibile e quella che ha ramificazioni nei posti e nei paesi piu' impensati......
Oggi voglio parlarVi di un altro ragazzo deceduto per mano di questa potente organizzazione.


Massimiliano Carbone


Massimiliano oggi avrebbe compiuto 36 anni .... figlio di una mia Amata amica di dolore... Liliana Esposito Carbone,conosciuta solo dopo che i nostri destini in qualche modo si sono incrociati...
Liliana è una donna molto combattiva, una insegnante di scuola elementare, piegata anche Lei per sempre dal dolore per la perdita del suo Massimiliano, quando ci sentiamo telefonicamente, le sue parole.....le mie!!!
Ora brevemente vi racconto la storia di Massimiliano


Massimiliano era un giovane imprenditore e padre di Locri
Morto ammazzato a Locri perchè ha amato, perchè era padre...
perchè era libero e senza padrini.
Gli hanno sparato con un fucile a canne mozze sotto casa e dopo giorni di agonia, il 24 settembre 2004, a 30 anni, si è spento.
Un omicidio su cui è calata la cappa di omertà della locride.
Ogni sforzo per chiedere giustizia e verità, portato avanti dalla mamma di Massimiliano, dalla sua famiglia, si è infranto su una Procura, quella di Locri, che non ha saputo e voluto vedere.
Mai fu chiesto dagli inquirenti, ad esempio, l'intervento dei RIS.
E mai si è voluto scavare e considerare i legami pesanti dell'unico indiziato per quell'omicidio, con anzi il Procuratore che giustificava l'archiviazione del caso con "l'unico indiziato è incensurato".
Un omicidio di mafia, in terra di mafia.
Una vita spezzata che ha lasciato un bambino senza padre.
Alla famiglia che chiedeva verità e giustizia, che ha scelto in quella terra di chiederla - come è giusto - allo Stato e non a una cosca, è stato rimproverato di aver rotto gli equilibri della Locride... e di lì è iniziato un attacco vergognoso verso una madre che chiedeva solo Giustizia!
La storia è molto piu' complessa e riporto solo quello che pubblicamente è dichiarato, Massimiliano ha amato probabilmente la donna sbagliata....
Ma io mi domando: "Come si può lasciare la morte di un ragazzo di 30 anni senza colpevoli????????" Ma la Verità e la Giustizia da quanti anni non abitano piu' in Italia????????













Massimiliano,
questi fiori sono per te,
mi auguro che lì nella luce dove tutti
Voi ora vi trovate, lontani da tanta ferocia e da tanta bestialità, ci aiutiate
a perseguire questa strada per noi mamme tanto ostacolata e tanto difficile.
E' una grande lotta, ma noi confidiamo in tutta la gente onesta che si è unita e si unirà a noi. Voi dall'alto illuminate il nostro cammino, e conservate quel bellissimo sorriso che in vita vi contraddistingueva fra i mille... conservatelo per noi, che non vediamo l'ora di riabbracciarVi e questa volta, nessuna mano assassina Vi porterà via da noi!!!!!!!!!!!
Auguri Massimiliano, un infinito bacio a te e danne uno al mio adorato Niki!
Ciao!
Ornella (l'amica della tua mamma)




Cara Liliana,
sò quello che stai vivendo oggi .....noi sappiamo....
Noi sappiamo che oggi avresti preparato un bellissimo pranzo per lui con la torta...ed invece sei andata anche tu come me, in quel terribile posto....a parlare con un freddo marmo che nulla ha a che fare con il suo bellissimo sorriso e la sua voce squillante ....ed invece ...silenzio.
Liliana ti rimando alla mia frase iniziale "L'amore è un erba spontanea,
non una pianta da giardino" come si fa a parlare di certe persone?? Persone che
fanno credere di amare e barattano l'amore come merce di scambio? Persone pronte a tutto, rubare, occultare, celare, mentire, mistificare...magari cambiare università...se permette maggiori sciance ..., ...insegnare catechismo...magari!!!
Cara Liliana l'Amore è altro, e queste persone non sanno cosa sia ....sono vuote, arriviste, l'Amore è mettere l'altro al primo posto, l'Amore è tutelare l'altro, l'Amore è difendere l'altro, l'Amore è volere la Verità e la Giustizia anche dopo anni dalla sua scomparsa, perchè l'Amore non finisce MAI!!!
Liliana ti sono accanto oggi piu' che mai! Ti invito a leggere la poesia che metterò alla fine di questo post,di Elizabeth Barrett Browning , che ben esprime l'essenza dell'Amore, e dovrebbero leggerla queste persone che non sanno neanche di cosa parlano, quando parlano anche e soprattutto di fronte a Magistrati!!!
Con Amore
Ornella

Così, Marina Berlusconi replica alla lettera di ieri di Roberto Saviano a suo padre




LA LETTERA


"Caro Saviano, non è una censura

mio padre può anche criticare"







la lettera di Roberto Saviano sulla Repubblica di ieri, in replica ad alcuni giudizi di mio padre sul "supporto promozionale" che serie tv come "La piovra" e libri come "Gomorra" fornirebbero alle mafie, mi impone una risposta. Innanzitutto perché mi ha profondamente colpito la reazione di Saviano di fronte a quella che era né più né meno che una critica. Una critica che può anche non essere condivisa, ma che, come tutte le opinioni, è più che legittima. E quando dico "tutte le opinioni" intendo davvero tutte, comprese quelle, piaccia o non piaccia, del presidente del Consiglio. Voglio anticipare subito che è una critica con la quale concordo. Credo che nessuno si sogni nemmeno lontanamente di pensare che sulle mafie si debba tacere. Al contrario. Sappiamo tutti quanto abbia pesato e pesi l'omertà nella lotta alla criminalità organizzata e quanto sia importante rompere il muro del silenzio. Ma certo una pubblicistica a senso unico non è il sostegno più efficace per l'immagine del nostro Paese. Saviano scrive che l'Italia ha la migliore legislazione antimafia del mondo, ma da cittadina italiana penso che tutti dovremmo essere fieri anche del fatto che il governo guidato da mio padre ha ottenuto sul fronte della lotta alle mafie risultati clamorosi, forse mai raggiunti prima. E questo non lo dico io, lo dicono i fatti, gli arresti, i sequestri di patrimoni sporchi. "Quando c'è un incendio si lascia fuggire chi ha appiccato le fiamme e si dà la colpa a chi ha dato l'allarme"? si chiede retoricamente Saviano su Repubblica. A me pare che il governo non solo non lasci fuggire nessuno, ma si applichi anzi ad un'altra attività non secondaria: quella di spegnerle, le fiamme. Parlare di più anche di questi successi sicuramente aiuterebbe a cancellare quella assurda equazione che troppo spesso viene applicata all'estero: Italia uguale mafia.

Personalmente, la penso così. E questo, è ovvio, poco importa. Ma sono anche presidente del gruppo Mondadori, che Saviano tira ampiamente in ballo. E lo fa in un modo su cui non posso tacere. La Mondadori fa capo alla mia famiglia da vent'anni. In questi venti anni abbiamo sempre assicurato, com'è giusto e doveroso, secondo il nostro modo di intendere il ruolo dell'editore, il più assoluto rispetto delle opinioni di tutti gli autori e della loro libertà d'espressione. A cominciare, in una collaborazione che mi è parsa reciprocamente proficua, da Roberto Saviano. Il quale ce ne dà atto, scrivendo di aver sempre pensato che la Mondadori "avesse gli strumenti per convalidare anche posizioni forti, correnti di pensiero diverse". Salvo poi aggiungere che dopo le parole di mio padre "non so se sarà più così". E perché? Che cosa è cambiato? Silvio Berlusconi non può permettersi di criticare un'opera edita dalla Mondadori, la quale naturalmente continua ad avere la più totale e piena libertà di fare le scelte editoriali che ritiene più opportune? Questo non è forse un bell'esempio di dialettica democratica? Mi pare che Saviano non riesca a distinguere tra una libera e legittima critica e una censura. Ma in questo modo è lui stesso ad applicare una censura, non riconoscendo al presidente del Consiglio il diritto di criticare. E forse sottovaluta, e non di poco, l'autonomia di pensiero e di azione di quanti lavorano in Mondadori. Un'azienda nella quale ognuno, a cominciare dagli azionisti e dall'editore, la pensa come vuole. Un'azienda nella quale le scelte non sono guidate da valutazioni politiche ma da criteri esclusivamente editoriali e professionali. Il gruppo Mondadori ha garantito a Saviano e a tutti gli altri suoi autori la massima libertà di espressione. Lo ha sempre fatto e continuerà a farlo. Perché, da editori liberali quali siamo, consideriamo la libertà il valore supremo. Ma allo stesso tempo riteniamo che il diritto di esprimere il proprio pensiero, di approvare o di dissentire, non possa valere per alcuni e non per altri. Rivendico quindi anche per me questa libertà. Quando sentirò di dover formulare una critica, nemmeno io starò zitta. Mi pare un po' eccessivo prometterlo o addirittura giurarlo. Ma ci tengo a dirlo. E, sempre che mi sia consentito, anch'io, come Saviano, ad alta voce.


L'autore è presidente della Mondadori spa


Liberati i tre operatori di Emergency fermati in Afghanistan!!!!! Fine di un Incubo!!!!!!!

Per Niki

"Se devi amarmi,

per null'altro sia se

non per amore soltanto.

Non dire Mai:

"L'amo per il sorriso, per lo sguardo, la gentilezza del parlare,

il modo di pensare così conforme al mio, che mi rese sereno un giorno".

Queste sono tutte cose che possono mutare,

in sé o mutare per te,

un amore così sorto potrebbe poi morire.

E non amarmi per pietà di lacrime che bagnino il mio volto.

Può scordare il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto,

e perderti.

Ma amami per Amore soltanto,

che sempre, crescerà, per l'eternità.

( Elizabeth Barrett Browning)

Ti Amo

Shalom

Mamma


sabato 17 aprile 2010

NIKI APRILE GATTI, ELISA CLAPS, ROBERTO SAVIANO, GROSSMAN, RUSHDIE E ....GRAZIE ROBERTO!!!




Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri.

(Joseph Pulitzer)


Ieri è stata una bruttissima giornata ...era il mio compleanno e Niki iniziava a mandarmi messaggi (quando era fuori) dalla mezzanotte .....per poi proseguire in chat a farmi gli auguri con i pupazzetti piu' simpatici che trovava in rete per tutto il giorno....mi è mancato da morire....
Quando era a casa, da sempre, sia al suo compleanno che al mio, a mezzanotte stappavamo lo spumante .... e amava ripetere che i nostri compleanni erano come il carnevale di Rio, duravano settimane! Prima si festeggiava in famiglia, poi con gli amici, poi con i colleghi ...... Tutto finito....
Sono momenti di vita che nessuna giustizia (ammesso che ci sarà) potrà mai restituirti........
Poi era da tanto che riuscivo a tenere sotto controllo il mio stato davanti a Nathan ed invece....
Ieri sera quel vuoto mi rimbombava dentro come un mitra, e il pianto è esploso senza possibilità di freno.....Nathan mi ha abbracciata , piangeva anche lui e mi ha detto: "Mamma se tu muori, muoio anche io!! Lo sò ti manca Niki, ma anche a me era il mio unico fratello e con lui facevo tante cose...." L'ho stretto a me e gli ho detto:"Sei la mia unica ragione di vita tesoro! non morirò... sono qui per te"
Ho ricevuto tantissimi auguri dagli Amici di Facebook affinchè io riesca a trovare la Verità e la Giustizia e ringrazio tutti!
Vediamo intanto cosa accade in Italia .............




Elisa, la nostra Elisa Claps, è trascorso un mese dal ritrovamento del suo corpo.....


Immaginate lo strazio dei familiari di Elisa quando è venuta fuori l’ipotesi (per ora ancora ipotesi) di un omicidio per soffocamento e poi quando si è presentata davanti alla mente la visione orrenda del corpo della povera ragazza sfigurato con tante coltellate da un folle che ubbidisce solo alle sue turbe psichiche? Un accanimento simile al gusto delle belve, abituate ad annusare l’odore del sangue, dal sapore acre, che sgorga dal corpo della preda e alimenta altra violenza e altri disegni di morte.
Peraltro le turbe del “giovin signore” sono sempre state considerate un fatto privato dai suoi familiari, relegate tra quattro mura, nascoste fino all’inverosimile per evitare lo scandalo. Solo alcuni vicini di casa hanno avuto il coraggio di parlarne per avere ascoltato, nell’abitazione del folle, un padre che non di rado infieriva sul figlio, ben consapevole del danno provocato da certi squilibri di questo giovane allo sbando. Un padre che poi, fuori dalle mura domestiche, ha sempre difeso il rampollo accreditandolo come persona normale e perbene nei confronti degli amici e dell’opinione pubblica.........
I magistrati della Procura di Salerno, titolari delle indagini sul caso Claps, sarebbero in attesa del Dna di Danilo Restivo (l'unico iscritto nel registro degli indagati, ndr.) dallo scorso 29 marzo. Le indiscrezioni sono state pubblicate oggi dal quotidiano Il Mattino secondo cui il ritardo nella trasmissione dei dati richiesti non sarebbe da imputare alla polizia inglese ma, forse, al mancato consenso dell'accusato di sottoporsi a quello che i tecnici chiamano "prelievo consensuale". "Il consenso di Restivo - scrive Il Mattino - era stato anche preceduto da una dichiarazione di disponibilità del suo avvocato Mario Marinelli" che, a tredici giorni dal ritrovamento del cadavere della ragazza, quando il medico che effettuò l'autopsia disse che il "corpo di Elisa stava tristemente parlando", il legale di Restivo annunciò: "Il mio assistito è disponibile all'esame del Dna". "Se è disponibile - ha detto l'avvocato della famiglia Claps, Giuliana Scarpetta - ne siamo felici. Ci dia il Dna. E' tenuto a fornirlo". "La polizia inglese - ricorda Il Mattino - è già in possesso di un campione del Dna di Restivo prelevato sei anni fa nell'ambito delle indagini del delitto della sarta Heather Barnett". Resta da chiarire il motivo di questa lunga attesa.
E ANCORA....
........
E’ la terza volta che varcano la porta del corpo di guardia da quando nel sottotetto della chiesa della Trinità sono stati trovati i resti di Elisa Claps. Annalisa Lo Vito e sua madre Maria Rita Santarsiero, le signore delle pulizie accusate dal viceparroco brasiliano don Vagno Oliveira E Silva, 33 anni, di aver scoperto i resti di Elisa, hanno passato l’ennesimo pomeriggio a cercare di spiegare cosa è accaduto tra metà gennaio e il 17 marzo. Perché il quadro del ritrovamento non è ancora chiaro. Qualcuno ha fatto sparire gran parte del materiale che copriva il corpo di Elisa Claps. Chi? E perché è stato organizzato il ritrovamento ufficiale?Non l’ha spiegato il vescovo, monsignor Agostino Superbo. Non l’ha spiegato don Ambrogio, amministratore della chiesa della Trinità. Non l’ha spiegato don Vagno. E neanche le due donne delle pulizie. .........

Ancora misteri ...ancora si cerca di deviare ...ritardare .....Perchè????
Slittano intanto, ad una data difficile da prevedere i funerali di Elisa Claps che si terranno all'aperto per volonta' della famiglia. L'autorita' giudiziaria non puo' dar luogo alla restituzione del corpo alla famiglia per gli accertamenti tecnici e scientifici in corso. Innanzitutto, c'e' la secretazione della perizia sull'autopsia fino al 9 maggio e gli esiti medico-legali non sono stati nemmeno messi a disposizione delle parti, sia di quella offesa (la famiglia) che della difesa di Danilo Restivo, unico indagato per l'omicidio.
Forza Filomena, hai il mio più caro e partecipe abbraccio!!




LA LETTERA di Roberto Saviano



"Il premier mi vuole zittire ma sui clan non tacerò mai"



Lo scrittore: "Assurdo preferire il silenzio, Berlusconi si scusi con le vittime".


le scrivo dopo che in una conferenza stampa tenuta da lei a Palazzo Chigi sono stato accusato, anzi il mio libro è stato accusato di essere responsabile di "supporto promozionale alle cosche". Non sono accuse nuove. Mi vengono rivolte da anni: si fermi un momento a pensare a cosa le sue parole significano. A quanti cronisti, operatori sociali, a quanti avvocati, giudici, magistrati, a quanti narratori, registi, ma anche a quanti cittadini che da anni, in certe parti d'Italia, trovano la forza di raccontare, di esporsi, di opporsi, pensi a quanti hanno rischiato e stanno tutt'ora rischiando, eppure vengono accusati di essere fiancheggiatori delle organizzazioni criminali per il solo volerne parlare. Perché per lei è meglio non dire, è meglio la narrativa del silenzio. Del visto e taciuto. Del lasciar fare alle polizie ai tribunali come se le mafie fossero cosa loro. Affari loro. E le mafie vogliono esattamente che i loro affari siano cosa loro, Cosa nostra appunto è un'espressione ancor prima di divenire il nome di un'organizzazione. Io credo che solo e unicamente la verità serva a dare dignità a un Paese. Il potere mafioso è determinato da chi racconta il crimine o da chi commette il crimine?Il ruolo della 'ndrangheta, della camorra, di Cosa nostra è determinato dal suo volume d'affari - cento miliardi di euro all'anno di profitto - un volume d'affari che supera di gran lunga le più granitiche aziende italiane. Questo può non esser detto? Lei stesso ha presentato un dato che parla del sequestro alle mafie per un valore pari a dieci miliardi di euro. Questo significa che sono gli scrittori ad inventare? Ad esagerare? A commettere crimine con la loro parola? Perché? Michele Greco il boss di Cosa Nostra morto in carcere al processo contro di lui si difese dicendo che "era tutta colpa de Il Padrino" se in Sicilia venivano istruiti processi contro la mafia. Nicola Schiavone, il padre dei boss Francesco Schiavone e Walter Schiavone, dinanzi alle telecamere ha ribadito che la camorra era nella testa di chi scriveva di camorra, che il fenomeno era solo legato al crimine di strada e che io stesso ero il vero camorrista che scriveva di queste storie quando raccontava che la camorra era impresa, cemento, rifiuti, politica.
Per i clan che in questi anni si sono visti raccontare, la parola ha rappresentato sempre un affronto perché rendeva di tutti informazioni e comportamenti che volevano restassero di pochi. Perché quando la parola rende cittadinanza universale a quelli che prima erano considerati argomenti particolari, lontani, per pochi, è in quell'istante che sta chiamando un intervento di tutti, un impegno di molti, una decisione che non riguarda più solo addetti ai lavori e cronisti di nera. Le ricordo le parole di Paolo Borsellino in ricordo di Giovanni Falcone pronunciate poco prima che lui stesso fosse ammazzato. "La lotta alla mafia è il primo problema da risolvere ... non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolga tutti e specialmente le giovani generazioni le spinga a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale della indifferenza della contiguità e quindi della complicità." Ricordo la felicità di Falcone quando in un breve periodo di entusiasmo mi disse: la gente fa il tifo per noi. E con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l'appoggio morale dà al lavoro dei giudici, significava soprattutto che il nostro lavoro stava anche smuovendo le coscienze". Il silenzio è ciò che vogliono. Vogliono che tutto si riduca a un problema tra guardie e ladri. Ma non è così. E' mostrando, facendo vedere, che si ha la possibilità di avere un contrasto. Lo stesso Piano Caserta che il suo governo ha attuato è partito perché è stata accesa la luce sull'organizzazione dei casalesi prima nota solo agli addetti ai lavori e a chi subiva i suoi ricatti. Eppure la sua non è un'accusa nuova. Anche molte personalità del centrosinistra campano, quando uscì il libro, dissero che avevo diffamato il rinascimento napoletano, che mi ero fatto pubblicità, che la mia era semplicemente un'insana voglia di apparire. Quando c'è un incendio si lascia fuggire chi ha appiccato le fiamme e si dà la colpa a chi ha dato l'allarme? Guardando a chi ha pagato con la vita la lotta per la verità, trovo assurdo e sconfortante pensare che il silenzio sia l'unica strada raccomandabile. Eppure, Presidente, avrebbe potuto dire molte cose per dimostrare l'impegno antimafia degli italiani. Avrebbe potuto raccontare che l'Italia è il paese con la migliore legislazione antimafia del mondo. Avrebbe potuto ricordare di come noi italiani offriamo il know-how dell'antimafia a mezzo mondo. Le organizzazioni criminali in questa fase di crisi generalizzata si stanno infiltrando nei sistemi finanziari ed economici dell'occidente e oggi gli esperti italiani vengono chiamati a dare informazioni per aiutare i governi a combattere le organizzazioni criminali di ogni genealogia. E' drammatico - e ne siamo consapevoli in molti - essere etichettati mafiosi ogni volta che un italiano supera i confini della sua terra. Certo che lo è. Ma non è con il silenzio che mostriamo di essere diversi e migliori.Diffondendo il valore della responsabilità, del coraggio del dire, del valore della denuncia, della forza dell'accusa, possiamo cambiare le cose.Accusare chi racconta il potere della criminalità organizzata di fare cattiva pubblicità al paese non è un modo per migliorare l'immagine italiana quanto piuttosto per isolare chi lo fa. Raccontare è il modo per innescare il cambiamento. Questa è l'unica strada per dimostrare che siamo il paese di Giovanni Falcone, di Don Peppe Diana, e non il paese di Totò Riina e di Schiavone Sandokan. Credo che nella battaglia antimafia non ci sia una destra o una sinistra con cui stare. Credo semplicemente che ci sia un movimento culturale e morale al quale aspirare. Io continuerò a parlare a tutti, qualunque sarà il credo politico, anche e soprattutto ai suoi elettori, Presidente: molti di loro, credo, saranno rimasti sbigottiti ed indignati dalle sue parole. Chiedo ai suoi elettori, chiedo agli elettori del Pdl di aiutarla a smentire le sue parole. E' l'unico modo per ridare la giusta direzione alla lotta alla mafia. Chiederei di porgere le sue scuse non a me - che ormai ci sono abituato - ma ai parenti delle vittime di tutti coloro che sono caduti raccontando. Io sono un autore che ha pubblicato i suoi libri per Mondadori e Einaudi, entrambe case editrici di proprietà della sua famiglia. Ho sempre pensato che la storia partita da molto lontano della Mondadori fosse pienamente in linea per accettare un tipo di narrazione come la mia, pensavo che avesse gli strumenti per convalidare anche posizioni forti, correnti di pensiero diverse. Dopo le sue parole non so se sarà più così. E non so se lo sarà per tutti gli autori che si sono occupati di mafie esponendo loro stessi e che Mondadori e Einaudi in questi anni hanno pubblicato. La cosa che farò sarà incontrare le persone nella casa editrice che in questi anni hanno lavorato con me, donne e uomini che hanno creduto nelle mie parole e sono riuscite a far arrivare le mie storie al grande pubblico. Persone che hanno spesso dovuto difendersi dall'accusa di essere editor, uffici stampa, dirigenti, "comprati". E che invece fino ad ora hanno svolto un grande lavoro. E' da loro che voglio risposte.Una cosa è certa: io, come molti altri, continueremo a raccontare. Userò la parola come un modo per condividere, per aggiustare il mondo, per capire. Sono nato, caro Presidente, in una terra meravigliosa e purtroppo devastata, la cui bellezza però continua a darmi forza per sognare la possibilità di una Italia diversa. Una Italia che può cambiare solo se il sud può cambiare. Lo giuro Presidente, anche a nome degli italiani che considerano i propri morti tutti coloro che sono caduti combattendo le organizzazioni criminali, che non ci sarà giorno in cui taceremo.

Questo lo prometto. A voce alta.


Grazie Roberto!!!!!! Siamo tutti con te!!! Grazie anche da parte dei nostri figli!!

Così la risposta degli altri scrittori!!!

"Irresponsabile". "Pericoloso". "Una disgrazia per l'Italia". Reagisce così la comunità degli scrittori alle parole di Silvio Berlusconi. Da David Grossman, che un anno fa partecipò con Roberto Saviano a una puntata di Che tempo che fa, a Salman Rushdie, che con lo scrittore napoletano ha condiviso la condizione di esule sotto minaccia, tra severità e incredulità oscilla il giudizio dei più grandi romanzieri. "È irresponsabile e pericoloso dire certe cose che mettono ancora di più in pericolo la vita di Saviano", dice Grossman. "In questo modo, Berlusconi finisce per indicare nello scrittore un obiettivo". "Sono sconcertato", interviene Rushdie. "Considero la testimonianza di Roberto una scelta coraggiosa. Il dramma in cui egli si trova a vivere quotidianamente è reale, autentico, un peso intollerabile per qualsiasi essere umano. Le dichiarazioni di Berlusconi sono una vera disgrazia per l'Italia".
Per Niki

"No, non sono io,
è qualcun altro ...io sarei morta....
Io non potrei essere ancora...
ma quel che è successo
Neri drappi lo ricoprano,
e portino via le lanterne....
NOTTE"
(Anna Achmatova)
Ti Amo
Shalom
Mamma

mercoledì 14 aprile 2010

NIKI APRILE GATTI, GIUSI PITARI, BRUNO VESPA, LA LETTERA, L'INFORMAZIONE E ......DATEMI LA VERITA' !!





"Non l'amore, non i soldi, non la fede, non la fama, non la giustizia, datemi la verità!"


(Thoreau)








Nessuno riesce a trasferire ciò che fisicamente ci accade con il Dolore.
Si, fisicamente , oltre che nell'Anima, irrequietezza, sobbalzi allo stomanco, senso di asfissia, vertigini, lacrime continue, irrefrenabili, vomito, inappetenza, insomma "dolore allo stato puro".
Tra noi e il mondo, una coltre invalicabile, spesso fatichi a capire il mondo, tu hai continue stilettate di ricordi.....angoscia ....non è rimanere nel dolore, è esserci.... Vedi la vita scorrere e per te potrebbe fermarsi anche oggi e la differenza non la coglieresti....
Senti una persona parlarti e dopo due secondi la tua mente è altrove...è sempre lì...Niki il mio Niki, la sua mente geniale, agile, scattante, un leone , sempre ricco di nuove idee ....non sei piu' lì ...non ti interessa di cosa si stia parlando ...è relativo, tanto, troppo!
Unici momenti di comunione con altre persone, sono con coloro che vivono il mio stesso dramma e vengono da me, per abbracciarmi ....non servono parole...è un abbraccio colmo di intese/lacrime/dolore.
Intanto nel bagno il suo accappatoio è lì, e lo vedi girare per casa, e risenti la sua voce..."Niki vestiti, potrebbe arrivare qualcuno...." e lui "Mamma questa casa è un porto di mare....c'è sempre qualcuno che arriva..."
Come sono cambiate Niki le cose ..... voglio il silenzio ...è lì, nel silenzio che sempre ti ritrovo....! E intanto quell'accappatoio Urla "Mamma io lo avrei continuato ad indossare...mi è stato impedito!! Trova i colpevoli!!!" ...li troverò ....
E nella mia mente dal primo giorno, da quel maledetto 24 Giugno, la tua voce, il tuo ultimo pensiero "Mia madre ve la farà pagare, mia madre scoprirà...mai mia madre potrà credere, perchè mi conosce troppo bene ...."

E continuiamo a parlare della distorta informazione che ci arriva per ogni tematica.
Vi invito a fare una ricerca (io, insieme al Comitato Verità e Giustizia, la sto facendo), chiaramente mai pubblicherò i risultati con i nomi (facciamo riposare in pace questi esseri umani), ma abbiamo gia acquisito parzialmente i dati (ancora non sono statistiche , il lavoro è lungo e poi dovremmo conoscere a fondo anche le persone... insomma ancora i dati sono frammentari), però da quelli acquisiti, Vi posso assicurare che i suicidi in carcere raramente accadono, al primo ingresso e dopo pochi giorni (salvo in rari casi, che potrebbero essere ascrivibili anche a suicidi che avvengono o sarebbero potuti avvenire,al di fuori di quelle mura), ma la maggior parte sono persone condannate (anche a lunghe detenzioni), o persone sottoposte a regimi restrittivi, e/o con pesanti condanne.
Lo studio è iniziato da poco, e stiamo analizzando i casi del 2010 quindi che potrete vedere anche voi.
Ora non si capisce come uno o due casi del genere (primo ingresso), su un totale elevato, possano far affermare:
" non fa che confermare che il periodo più a rischio per un detenuto sono i primi giorni di detenzione...."
Dati alla mano, non è così .... ma la ricerca la stiamo portando avanti ....
Perchè si afferma questo??? Ma cosa si conferma???
Ricordate??? Dobbiamo sempre chiederci il perchè se vogliamo capire fino in fondo, non dobbiamo mai stancarci di ripeterci "PERCHE'"?????
Pensate quando è successo di Niki, poichè non era certamente una persona da suicidarsi (mai avuto nessun tipo di problema psicologico, tanto da essere confermato anche dai verbali degli psicologi nel carcere stesso) e ricordate le affermazioni di quell'altra mamma (di un tecnico collega di Niki) che mi disse" mio figlio è un debole...mio figlio caratterialmente non è come Niki.. Niki è forte..." il figlio è uscito, Niki dopo 48 ore da queste affermazioni non c'era già piu'....
Le affermazioni delle uniche persone che hanno avuto voce (perchè a me non l'hanno data) furono : "forse spaventato da una lunga detenzione..." scusate ma che facciamo gli indovini????????? Perchè doveva essere spaventato da una lunga detenzione??? Era una "ipotesi di reato"... Infatti gli altri tecnici dopo poco erano fuori .... e Niki aveva visto me fuori al Tribunale e sapeva che lo avrei tirato fuori con le mani e con i denti ....avrei smontato quel carcere mattone dopo mattone ....!!!!!!
Forse le affermazioni (quelle sui suicidi fatti sempre dalle persone titolate) potevano essere vere 20 anni fa.....ma non oggi, oggi , il fenomeno è diverso, e va studiato e ricercato nelle condizioni delle carceri italiane, e nelle condizioni psicologiche dei detenuti.
Tempo fa parlai con un direttore di carcere in pensione, il quale mi disse che nella sua lunga carriera di Direttore (40 anni) aveva avuto solo N.3 suicidi..... Capite???? Ma erano ....altri tempi, altri Direttori, altre condizioni .... ma allora potevano essere anche dichiarazioni accettabili (quelle di cui sopra)
in quanto si rientrava "quasi" nella normalità di chi forse avrebbe scelto il suicidio anche "fuori"..
Oggi NO !!
57 Morti nelle carceri Italiane dall'inizio dell'anno di cui (18 suicidi, 7 morti "da accertare" e gli altri deceduti per malattia, una media di un morto ogni 2 giorni, UNA STRAGE, UNA GUERRA INTESTINA!!)
Tutto questo non è degno di un paese che voglia definirsi ancora "civile"!!!


E ...Ancora sull'Informazione ......... Pubblico la lettera di Giusi Pitari, dell'Aquila leggetela ci aiuta ancora a capire .....




Egregio dottor Bruno Vespa,



sono Giusi Pitari, la cittadina aquilana che la sua redazione ha ripetutamente chiamato il 5 aprile in serata e poi il giorno successivo, in mattinata.
Lo scopo delle telefonate era quello di avermi ospite in trasmissione, quella speciale del 6 aprile sera, la giornata del lutto cittadino.
Ho declinato l’invito proprio perché non ritenevo opportuno, nel giorno del lutto, partecipare ad una trasmissione che non sapeva di lutto né di commemorazione, come ho potuto capire quando le sue collaboratrici mi hanno spiegato della presenza di Bertolaso, Chiodi e Cialente. Immagino che lei mi abbia cercato a seguito dell’articolo apparso sul Corriere della Sera che mi definiva “leader” delle carriole. La stampa e l’informazione, in generale, possono fare grandi danni: io non sono il leader delle carriole, perché quel movimento spontaneo ha un solo leader: L’Aquila.
Ad ogni modo, dopo aver seguito la trasmissione credo di aver capito che il suo intento era quello di decapitare il movimento, ma non sarebbe riuscito ugualmente, perché L’Aquila, la mia città è sempre lì, viva, grazie a tutti i cittadini che con carriole o senza carriole, la sognano, la guardano, la ricordano, la amano.
Ricordo perfettamente, e proprio poche ore fa ho rivisto il video, la sua immagine accanto a Bertolaso, dentro un autobus, in giro per L’Aquila, mentre illustravate a tutta L’Italia una delle tante bugie dette a proposito del centro storico e cioè che era di nuovo fruibile agli aquilani che, infatti, potevano vedere di nuovo Piazza Duomo, il Corso, Piazza San Bernardino e il Castello. Era giugno, e le vie riaperte erano effettivamente quelle, con la precisazione che Piazza Duomo era solo per metà aperta, così come il Corso, Piazza san Bernardino non fu neanche accessibile per passarci il Capodanno, e intorno al Castello non si poteva girare per intero.
Così già a giugno si doveva pensare che le case per gli aquilani erano in costruzione e il centro era di nuovo fruibile. Lei, che è aquilano, non può non sapere che il Centro dell’Aquila è grande, grandissimo (170 ettari) e che tutti i centri della città territorio erano ancora completamente inagibili. Invece ha accettato di dar luogo ad una farsa dannosissima per la città.
Ma non è tutto. Durante le telefonate che ho ricevuto tra il 5 e il 6 di aprile, le sue collaboratrici insistevano molto per avermi in trasmissione e, quando ho detto loro “sarà per la prossima volta”, mi è stato risposto: “E’ un’occasione unica, perché si riparlerà dell’Aquila il prossimo anno”. La ringrazio molto per l’attenzione che dedica ad una città capoluogo distrutta ma, data l’informazione che lei fa, è meglio che non ne parli più. Mai più.
Nella trasmissione del 6 aprile, non c’è stato cordoglio, né messaggi di solidarietà ai famigliari delle vittime, cosa che gli aquilani hanno dimostrato di saper fare bene, rimanendo in silenzio per molte ore attraverso la città (quel pezzettino di centro storico aperto, sempre lo stesso) per rendere onore ai loro angeli. La sua trasmissione è riuscita, forse, a spaccare la città, quel piccolo nucleo di socializzazione e di condivisione finalmente sorto dopo mesi di dolore e solitudine è stato smembrato, spero non irreversibilmente, dalla strumentalizzazione che lei ha fatto di quei cittadini coraggiosi e ingenui che lei è riuscito a convincere ad apparire in un processo alle intenzioni degno di chi della informazione fa strumento politico.
Non si è stupito affatto che un masterplan per la città dell’Aquila sia un segreto, come se lei considerasse normale che chi vive in una città, non debba sapere cosa è in progetto, affidandosi a chi neanche dice quali nomi ci siano dietro il progetto.
Qualcuno ha chiamato il movimento spontaneo nato in città “Popolo delle carriole” e siccome le parole sono importanti, con questa definizione se ne è connotata sin dall’inizio la derivazione politica e quella sociale. Cosicché in molti hanno potuto dire che la rinascita dipende dalla borghesia e non dal popolo. Mi piacerebbe sapere se lei sa chi sono i cittadini che la domenica si incontrano. Certamente no, altrimenti li avrebbe difesi.
Dopo mesi di emarginazione, L’Aquila si ritrova in centro, si parla, si discute, si ride, si toccano le proprie spoglie e lei parla di container.
Lo sa lei che a L’Aquila c’è chi dorme nei container? Chi? Gli studenti universitari, caro Vespa, quelli che lei pensa siano a posto. Quelli sono eroi, perché per studiare non pagano le tasse, ma al contempo pagano un altissimo tributo, quello di viaggiare e non avere null’altro che le aule dove si fa lezione. Poche parole per i 55 studenti morti, specie sulle responsabilità, del mancato allarme.
Inutile girarci intorno, il terremoto dell’Aquila è stato un gran successo e nessuno lo deve rovinare.

Neanche una città che muore.

Giusi Pitari

Il mio abbraccio colmo d'Amore a tutti i genitori dei ragazzi morti nel terremoto, e ai famigliari delle Vittime tutte!!!


Per Niki




"Cio' che piu' è amaro nel dolore di oggi,

è il ricordo della Gioia di ieri!!!"

(Gibran)


Ti Amo

Shalom

Mamma