Vi posso assicurare che non è semplice alzarsi dal letto la mattina....quando il proprio ragazzo di 26 anni è stato ucciso (senza Verità e senza Giustizia) e ci si ritrova nello sterminio di quella che era una Famiglia Felice......
Oggi voglio parlarVi di Adolfo Parmaliana perche' guardate una notizia di qualche giorno fa......Vi prego però leggete...perche' è importantissimo e dovrebbe farci tremare.....e capire.....molte cose.....
MESSINA. Un’inchiesta a Reggio Calabria fa tremare Palazzo di Giustizia di Messina. Il dossier anonimo contro il professore Adolfo Parmaliana, morto suicida il 2 ottobre del 2008, sarebbe stato elaborato, secondo la Procura calabrese, dal procuratore generale di Messina, Franco Cassata, che è stato iscritto nel registro degli indagati. A disporre il decreto di citazione a giudizio nei confronti del magistrato è stato il sostituto procuratore Federico Perrone Capano. Tutto si lega a un volantino anonimo al quale era stata allegata una sentenza spedita da una cartoleria di Barcellona Pozzo di Gotto a un fax in uso alla Procura Generale di Messina”. Il prossimo 6 febbraio Cassata dovrà comparire davanti al giudice di pace di Reggio Calabria per rispondere del reato di diffamazione pluriaggravata in concorso con ignoti con l’aggravante di aver agito”con l’aggravante dei motivi abietti di vendetta”.
MA CHI ERA ADOLFO PARMALIANA????????????
Nella terra dove la Massoneria porta al guinzaglio la Mafia, uno scienziato apprezzato in tutto il mondo per le sue ricerche sull'energia rinnovabile combatte una battaglia disperata in nome della Legalità contro Giudici, Onorevoli e Amministratori.
Il Professore Adolfo Parmaliana ha così intitolato questo suo ultimo scritto...
Ultima lettera
"La Magistratura Barcellonese/messinese vorrebbe mettermi alla gogna, vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi; mi sta dando la caccia perchè ho osato fare il mio dovere di cittadino denunciando il malaffare, la mafia, le connivenze, le coperture e le complicità di rappresentanti dello Stato corrotti e deviati.Non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignità di uomo, di marito, di servitore dello Stato e docente universitario.
Non posso consentire a questi soggetti di farsi gioco di me e di sporcare la mia immagine, non posso consentire che il mio nome appaia sul giornale alla stessa stregua di un delinquente. Hanno deciso di schiacciarmi, di annientarmi.
Non glielo consentirò, rivendico con forza la mia storia, il mio coraggio e la mia indipendenza.
Sono un uomo libero che in maniera determinata si sottrae al massacro e agli agguati che il sistema sopraindicato vorrebbe tendergli.
Chiedete all'Avvocato Mariella Cicero le ragioni del mio gesto, il dramma che ho vissuto nelle ultime settimane, chiedetelo al senatore Beppe Lumia, chiedetelo al maggiore Crisaldi, chiedetelo all'Avvocato Fabio Repici, chiedetelo a mio fratello Biagio.Loro hanno tutti gli elementi e tutti i documenti necessari per farvi conoscere questa storia: la genesi, le cause, gli accadimenti e le ritorsioni che sto subendo.
Mi hanno tolto la serenità, la pace, la tranquillità, la forza fisica e mentale.
Mi hanno tolto la gioia di vivere. Non riesco a pensare ad altro. Chiedo perdono a tutti per un gesto che non avrei pensato mai di dover compiere.
Ai miei amati figli Gilda e Basilio, Gilduzza e Basy, luce ed orgoglio della mia vita, raccomando di essere uniti, forti, di non lasciarsi travolgere dai fatti negativi, di non sconfortarsi, di studiare, di qualificarsi, di non arrendersi mai, di non essere troppo idealisti, di perdonarmi e di capire il mio stato d'animo: vi guiderò con il pensiero, con tanto amore, pregherò per voi, gioirò e soffrirò con voi.
Alla mia amatissima compagna di vita, alla mia Cettina, donna forte, coraggiosa, dolce, bella e comprensiva: ti chiedo di fare uno sforzo in piu', di non piangere, di essere ancora piu' forte e di guidare i nostri figli ancora con piu' amore, di essere piu' brava e piu' tenace di quanto non lo sia stato io.
Alla mia bella mamma e al mio straordinario papà: vi voglio tanto bene, vi mando un abbraccio forte, vi porto sempre nel mio cuore, siete una forza della natura, mi avete dato tanto di piu' di quanto meritavo.
Alla mia Università, ai miei studenti, ai miei collaboratori e alle mie collaboratrici sarò sempre grato per la cura e la pazienza manifestatemi ogni giorno. Grazie.
Quella era la mia vita. Ho trascorso 30 anni bellissimi dentro l'Università innamorato ed entusiasta della mia attività di docente universitario e di ricercatore. I progetti di ricerca, la ricerca del nuovo, erano la mia vita. Quanti giovani ho condotto alla laurea. Quanti bei ricordi.
Ora un Clan mi ha voluto tagliare le cose piu' belle: la felicità, la gioia di vivere, la mia famiglia, la voglia di fare, la forza di guardare avanti. Mi sento un uomo finito, distrutto.
Vi prego di ricordarmi con un sorriso, con una preghiera, con un gesto di affetto, con un fiore. Se a qualcuno ho fatto del male, chiedo umilmente di volermi perdonare.
Ho avuto tanto dalla vita. Poi a 50 anni, ho perso la serenità per scelta di una magistratura che ha deciso di gambizzarmi moralmente. Questo sistema l'ho combattuto in tutte le sedi istituzionali.
Ora sono esausto, non ho piu' energie per farlo e me ne vado in silenzio.
Alcuni dovranno avere qualche rimorso, evidentemente il rimorso di aver ingannato un uomo che ha creduto ciecamente, sbagliando, nelle Istituzioni.
Un abbraccio forte, forte da un uomo che fino ad alcuni mesi addietro sorrideva alla vita."
Verso mezzogiorno un'auto della polizia, incuriosita dalla Bmw posteggiata con i lampeggianti accesi, si ferma.Un agente apre lo sportello, scorge la giacca,la cravatta, gli occhiali, i cellulari. Intuisce ciò che puo' essere accaduto, si affaccia alla barriera.....era il 2 Ottobre 2008.....
Il Suicidio spiegato da questa terribile lettera d'accusa alla magistratura locale, appare allora, l'unico strumento per non darla vita ai persecutori e riaffermare la superiorità del Bene sul Male.
Il giovanissimo ingegnere Adriano Lembo, tra i piu' affezionati collaboratori, è sulla stessa linea di papà Basilio: “Adolfo ha usato il suicidio per incitare alla rivolta i siciliani onesti. Ma quanti sono i siciliani onesti????????????”.
Con questo gesto Adolfo Parmaliana ha voluto ad un certo punto ...ribaltare il tavolo.....
Dal libro “Io che da morto vi parlo” di Alfio Caruso , non ho riportato integralmente la lettera , omettendo i saluti agli amici e ai parenti solo per una questione di spazio.
Questa realtà a mio avviso si è diffusa, anche leggendo tutti i fatti di cronaca, all'intera Italia..... e allora io mi chiedo: MA QUANTI SONO GLI ITALIANI ONESTI????????????
PER NIKI
Il Colloquio
"Quando ti avrò raggiunto sulla sponda del fiume di luce
e tu mi chiederai che ho fatto tant'anni senza di te,
io ti risponderò: "Ho continuato il colloquio"
.
Tu riderai per dolcezza tutto il riso dei tuoi bianchi denti,
e cingerai le mie spalle col tuo gesto sicuro .
E lungo i prati di viole che fioriscono continueremo il colloquio."
(Ada Negri)
Ti Amo
Shalom
Mammapersempre