“È più vivo distacco Amor che la confusa Morte”,
Sandro Penna.
Oggi sono arrabbiatissima.....sarò cruda in questo post.....ma non si puo' essere diversamente di fronte alla mistificazione continua che si fa delle parole!!
Tutti i giornali oggi titolano:"L'Aquila, SENTENZA SHOCK.....condannati gli scienziati....."
.... Condannati a sei anni per aver dato ai residenti avvertimenti insufficienti sul rischio sismico. Questa la sentenza per i sette componenti della commissione Grandi rischi, in carica nel 2009, che avevano rassicurato gli aquilani circa l'improbabilità di una forte scossa sismica, che invece si verificò alle 3,32 del 6 aprile 2009. L'accusa aveva chiesto quattro anni, ma Franco Barberi, Enzo Boschi, Mauro Dolce, Bernardo De Bernardinis, Giulio Selvaggi, Claudio Eva e Gianmichele Calvi, sono stati giudicati colpevoli di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.....
Dal Devoto-Oli shock: Emozione improvvisa, violenta e sconvolgente...In Medicina, stato di acuta insufficienza cardiocircolatoria , con torpore mentale...urto-scossa violenta....
Dovevate vedere questa mattina il tg regionale.......hanno parlato gli Avvocatoni di queste persone condannate ed hanno dichiarato: "...è solo un gradino di giustizia....faremo opposizione....sono 3 i gradi della giustizia e solo allora ne riparleremo perchè questa non è giustizia...." poi hanno intervistato un uomo che quel giorno sotto le macerie ha perso la moglie ed i due figli......con gli occhi rossi ed ha dichiarato:" è solo una dimostrazione di Giustizia in questo paese...."
Cari giornalisti le parole hanno un peso e vanno usate nel modo giusto e dandone il corretto significato.....ricordo i nostri vecchi che hanno sempre ripetuto:"Puoi fare tanto con le braccia, ma con una parola distruggi tutto!!!!"
Le ricordiamo tutti le telefonate intercettate intorno a questa "Riunione Grandi Rischi" ....eccone una ....che ci fa riflettere molto....
.......i massimi scienziati......
.....Non si tratta come hanno dichiarato gli scienziati:"Avremo paura di parlare".....NO devono parlare per conoscienze ......e non per rassicurare......
E ora vorrei parlare di "shock"......
"Shock" cari giornalisti è quello che hanno provato i genitori quella notte, e che si portano tutt'ora......
Lo Shock non è quello dell'interdizione dai pubblici uffici (per gente che è già oltre l'età pensionabile....) nè le carceri che non faranno mai.....nè tantomeno i rimborsi (che non hanno alcun significato per le vittime) per persone che non hanno minimamente problemi economici.....
Lo "Shock" è avere una Famiglia e non ritrovarsi piu' nulla è vedere uscire un ragazzo con lo zaino per andare a studiare e/o a lavorare e non vederlo piu' rientrare......
Ecco io avevo questo e vi spiego il "mio shock" provocato il 24 Giugno 2008 e sicuramente le cose che vi dico sono simili a quelle che vivono i genitori dei tanti ragazzi morti sotto quelle macerie.





13 commenti:
Niki
Amore mio......
Mi manchi piu' dell'Aria
Ti Amo
Shalom
Mammapersempre
Il Comitato Verità e Giustizia per Niki (Abruzzo)
Forza...Ornella....
VERITA' E GIUSTIZIA PER NIKI!
Il Comitato Verità e Giustizia per Niki Aprile Gatti
L'analisi della sentenza fatta da Scientific american: "Il processo non era alla scienza, né alla sismologia né alla capacità o incapacità degli scienziati di prevedere i terremoti. Gli imputati sono stati accusati di aver dato informazioni 'inesatte, incomplete e contraddittorie' sul fatto che le piccole scosse prima del terremoto del 6 aprile potessero rappresentare un avvertimento".
I pennivendoli che insistono nel dare una interpretazione diversa mistificano la realtà...
Il fatto grave imputato ai signori scienziati è l’aver tranquillizzato la popolazione e quindi non aver comunicato, come invece dovrebbero fare, ciò che sanno...loro sapevano che non ci sarebbero state scosse importanti???????????? La realtà li ha smentiti e questo è molto grave...meglio un allarme in più che centinaia di morti...
Ciò che però mi sconvolge è come i tanti “capoccioni giornalisti” abbiano dimenticato, in così breve tempo, la telefonata tra la signora degli anelli e il Dio in terra della protezione civile, tutto è stato orchestrato ai danni della popolazione...
Non mi piace che gli scienziati si sentano offesi da una sentenza che non intacca il valore e l’importanza della scienza stessa,ma va a condannare comportamenti e modi di agire pericolosi per tutti e che non tengono conto dei drammi che questi comportamenti generano ...
PENSO CHE LA SOLUZIONE MIGLIORE SIA QUELLA DI COSTRUIRE EDIFICI ANTISISMICI. NON C'E' BISOGNO DI SCIENZIATI, SOVENTE NE E' AL CORRENTE UN SEMPLICE MURATORE (COME QUELLO CHE RIPETEVA CHE LA SCUOLA ERA PERICOLANTE). SE SI BADA A FARE TUTTO IN ECONOMIA "SPICCIOLA" E/O CONVENIENTE... NON SI RISOLVE NULLA.
"La legge Bavaglio"dovrebbe valere solo per loro.Per quei giornalisti che oggi hanno scritto su tutti i giornali,nazionali ed esteri,che questa sentenza è stata una sentenza shock.Che schifo!!!!!
Questa è stata una sentenza giusta,che non potrà ridare,purtroppo,i loro cari,alle famiglie.Quelle famiglie che DOVEVANO essere avvertite di quello che forse poteva accadere!!!!E che purtroppo è accaduto!!!
Con amore Alessia
GIUSTINO PARISSE:
Ho saputo della sentenza di condanna per i componenti della commissione Grandi Rischi poco dopo le 17 di ieri dal sito internet del mio giornale. Ero nella stanzetta di legno della redazione aquilana del Centro. Solo. Poche ore prima avevo deciso di non andare ad assistere al momento conclusivo del processo. Ho avuto lo stesso rifiuto che ebbi quando non volli vedere i miei due figli senza vita. Per me tutto è finito alle 3.32 del sei aprile del 2009. Quello che è accaduto (e accade) dopo non ha contorni precisi e ne afferro a fatica il senso. Ho pianto anche ieri, in silenzio. Non erano lacrime di soddisfazione.
Era il dolore che esplodeva nello stomaco quasi a togliere il fiato. Ho rivisto attimo per attimo i momenti in cui le macerie si sono portate via i miei ragazzi e quell'urlo «Papà , Papà» è tornato a incidere la carne. Eppure anche di fronte a una condanna tanto dura non riesco a immaginare quegli uomini, che ora potrebbero rischiare il carcere, come gli assassini dei miei figli. Nei mesi scorsi, anche durante il processo, ho stretto la mano ad alcuni di loro e non le ho trovate sporche di sangue. Ho visto uomini fragili forse consapevoli di aver sbagliato e per questo caduti nel vortice di una tragedia che ha finito per travolgere anche loro. No. Non me la sento di gridargli contro la mia rabbia. Quella continuo a gridarla a me stesso. Sono io la causa prima della morte di Domenico e Maria Paola e non me lo perdonerò mai. Certo fra le tante colpe che ho c'è anche quella di essermi fidato della commissione Grandi Rischi credendo a una scienza che in quella riunione del 31 marzo del 2009 rinunciò a essere scienza. Questa è una condanna in un processo di primo grado. Credo di essere facile profeta a ipotizzare che nei vari gradi di giudizio tutto potrebbe sciogliersi come neve al sole. Non sarò io a dolermene. Oggi a fronte di una sentenza presto destinata alla polvere degli archivi, non provo nulla: né soddisfazione, né amarezza, né voglia di vendetta. Quando dentro si ha un dolore così lancinante gli altri sentimenti si inabissano.
Questo processo è stata una sconfitta per tutti. E' lo Stato che ha condannato se stesso. Uno Stato che in quel 31 marzo 2009 aveva rinunciato al suo ruolo: quello di proteggere i cittadini per piegarsi alla volontà della politica che doveva mettere a tacere i disturbatori. E' per questo che quello che si è svolto nel tribunale dell'Aquila non è stato un processo alla scienza. E' stato piuttosto un processo a scienziati che di fronte al volere dei potenti dell'epoca hanno "staccato" il cervello e obbedito agli ordini. Oggi condannarli al rogo non serve. Io non lo faccio e spero che anche il loro tormento interiore _ che pure non ha nulla a che spartire con chi ha perso tutto _ venga compreso e rispettato. Le sentenze vanno sempre accettate e lo avrei fatto anche in caso di assoluzione. Per me dopo questa condanna che suona obiettivamente molto pesante, non cambia nulla. Ora assisterò a dibattiti senza fine sulla scienza condannata per non aver previsto il terremoto.
Io sono fra quelli che ha sollecitato l’avvio dell’indagine con un esposto. L'ho fatto perché volevo che quella vicenda (la riunione della Grandi Rischi) venisse scandagliata e approfondita in un'aula di tribunale: oggi, 2012, basta leggere i comunicati della Protezione civile per scorgere persino un eccesso di zelo come quando pochi giorni fa su Roma era stato previsto il diluvio universale. Ma è meglio così. Quando si tratta di fenomeni della natura soprattutto quelli che non sono prevedibili con certezza meglio allarmare che rassicurare. Se fosse accaduto anche all'Aquila che so, avrei passato qualche notte all'addiaccio ma la vita dei miei figli non si sarebbe fermata per sempre. Ho visto che nella sentenza si parla di risarcimenti. Sin dal primo momento ho detto che per la morte dei miei figli non voglio nemmeno un euro. Ci sarebbe un solo modo per essere risarcito per ciò che è accaduto: avere la possibilità di abbracciare di nuovo i miei ragazzi. E' successo una settimana fa. Sognavo. Poi mi sono svegliato."
La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.
(S. Agostino)
un abbraccio,
Roberta
il significato della parola shock è quello scritto da ornella.... propongo una consultazione pubblica per trovare il termine adatto, invece, per definire la libertà d'informazione vigente in italia, posta al 61esimo posto nella classifica mondiale. vergogna, per questa infame informazione che nasconde gli errori giudiziari perpetrati giornalmente contro i poveri cristi... mentre esalta le ragioni dei colpevoli, sia che vengano riconosciuti tali, sia quando, la maggioranza delle volte, sono assolti da ogni colpa...
LA LETTERA APERTA DI LILIANA CENTOFANTI (SORELLA DI DAVIDE CENTOFANTI FIGLIO DI GRAZIA MALATESTA) PUBBLICATA INTERAMENTE OGGI SUL "IL CENTRO"
-I POLITICI TACCIANO, RISPETTINO IL DOLORE-
"A pochi giorni dalla sentenza emessa in merito alla Commissione Grandi Rischi, posso confermare, leggendo i commenti rilasciati a caldo dall’Alta Politica e dalle Alte cariche, ciò che già presagivo: a tre anni e mezzo da quella fatidica notte, non ancora si è capito quanto accaduto a L’Aquila e le conseguenze che tanti, troppi silenzi, studiati o meno, hanno provocato nelle vite di tutti noi, a prescindere che si tratti di “parenti delle vittime”, di semplici “sfollati”, di “cittadini tuttora residenti”, di “turisti post-sisma”, di “studiosi”.
E mi rincresce constatare come queste “categorie” a volte risaltino all’opinione pubblica, specialmente quella “che conta”, molto di più delle vicende di vita che, a partire da quella notte sono state accomunate tutte, indiscriminatamente, in 38 secondi, come se non fosse mai esistito un prima, ma soltanto un dopo, fatto di lotte per ridare dignità a quanto rimasto, di ricordi da tenere a bada evitando di diventarne preda, ed usate quasi come armi fisiche di difesa o attacco, in qualsiasi ambito di discussione, dentro o fuori da aule giudiziarie.
E tutto questo soltanto perché, in un incontro di 45 minuti, fatto per “operazione mediatica”, in un verbale scritto post- mortem di 309 Persone, si diceva che non c’era niente da preoccuparsi, “che anzi, è una situazione favorevole”.
SEGUE
....SEMPRE DALLA LETTERA...
"Allora dirò che l’importanza di questa sentenza, prescinde dalle singole “Categorie di appartenenza”, dai vissuti di chi è rimasto coinvolto, dal dolore che continua ad essere preso come pretesto per infilare nelle mani di noi parenti delle vittime un’ascia di guerra che non vede niente se non vendetta.
E’ il primo Atto di Civiltà di un Paese, del quale i protagonisti sono stati Dei scesi in terra che erano in grado di offrire dentiere per strada, metter su dal nulla quartieri dormitorio sbilenchi nei quali confinare superstiti ancora coperti di polvere, di infilare bare vuote ai funerali di Stato, di “passeggiare” col sorriso in un cimitero talmente grande che risponde al nome di L’Aquila, di speculare su edifici fantasma, di elevarsi a burattinai della vita altrui, passandoci sopra come su una Valle Verde.
Personalmente sono stufa di subire le parole di chi, in quei giorni aveva tutt’altro tipo di preoccupazioni, e gioca a distorcere la realtà aiutato da un entourage di fedelissimi (magari si fosse così fedeli alla Costituzione, che in quell’aula di tribunale il 22 ottobre ha trovato respiro), mostrando al mondo intero la parte peggiore di un popolo che chiede di essere riscattato da tutta questa schifezza.
In quell’aula nessuno chiedeva ai sismologi di svolgere il compito di Dio, di annunciare la fatidica ora, gli si chiedeva di utilizzare gli strumenti in loro possesso per evitare il peggio.
Le domande sono sempre le stesse e le argomentazioni pure: affermare che i terremoti non si possono prevedere equivale a dire che non c’è pericolo? Siglare “un verbale che mi inchioda” ammettendo “non so nemmeno chi l’abbia scritto”, “apparso dopo il sisma”, sul quale “mi hanno fatto mettere una firma quando era già successo tutto”, sig. Boschi è esempio di moralità? Nel redigere un Rapporto dettagliato nel 2006, elencando uno per uno gli edifici che SICURAMENTE in caso di sisma sarebbero crollati, e scordarsene al cospetto dei colleghi, sig. Barberi, dov’è finita la deontologia professionale?
Non oso mettere in discussione la capacità di svolgere il proprio lavoro, che dopo anni di onorata carriera direi che è indubbia, ma piuttosto la superficialità con la quale si è agito, le conseguenze fatali che ha provocato, la facilità con cui anche eminenti persone del mondo scientifico si sono piegate a recitare una parte di fondamentale importanza in questo “teatro dell’orrore”.
La buonafede della quale dite di aver usufruito in quei 45 minuti, come fosse un valido antidoto alla coscienza, ha ucciso 29 persone e frantumato la vita di altre migliaia che ad oggi si sentono dire che i loro cari potevano ancora sedersi a tavola per il pranzo, condividere gioie ed avere un futuro migliore di quello trovato in un sacco nero.
Avete una responsabilità alla quale far fronte, nei confronti di una comunità di Civili che pretende di potersi affidare a voi senza correre il rischio di dover pagare con la vita le vostre negligenze.
Dai politici, che continuano a vomitare commenti senza senso, pretendo Silenzio, pretendo di essere trattata come una persona, pretendo che la memoria di mio fratello e delle altre vittime sia RISPETTATA, pretendo che d’ora in avanti torniate a conferire significato alla scheda elettorale con la quale ci affanniamo ad “onorare” i vostri sforzi delle passerelle mediatiche, dei comizi, dei manifesti elettorali che deturpano ogni angolo di strada.
E se questo Rispetto non dovesse concretizzarsi in quanto mai opportune (oserei dire ad oggi “utopistiche”) scuse, almeno un regalo a questo Paese, peraltro gratuito, ogni tanto fatelo: rimanete in DOVEROSO SILENZIO.
LILIANA CENTOFANTI
Il Comitato Verità e Giustizia per Niki (Regione Toscana)
Del dolore si deve avere "esperienza", per citare il titolo del libro di Salvatore Natoli: "L'esperienza del dolore". In altre parole il dolore lo si deve "patire" e non ci sono ferite più dolorose di quelle inferte all'anima. Qualsiasi ferita nel corpo, con il passare del tempo, guarisce, le ferite dell'anima, invece, non guariscono mai. I nostri politici non sanno cosa sia il vero dolore n'è provano la giusta empatia per provare a comprenderlo e pertanto rispettarlo.
Il Comitato Toscano
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