
La verità è tanto più difficile da sentire quanto più a lungo la si è taciuta.
Anne Frank
Niente rafforza l'autorità quanto il silenzio.
Charles De Gaulle

Ti Amo
Niki
Shalom
Mamma


Ti Amo
Niki
Shalom
Mamma

Io, oltre a disperarmi di lacrime leggendo queste cose (e potete ben immaginare il perchè, sapere il mio adorato Niki li' dentro fra quella gente, anche se solo per 4 giorni, non mi da' pace ...) mi continuo a chiedere : PERCHE'?????? DOVE è FINITO "L'UOMO"???????
Leggo su un libro che racconta i fatti del G8 che in alcune caserme, a Genova, in quelle sere,si sentivano cantare così alcuni carabinieri:" Un due tre, Viva Pinochet.Quattro cinque sei, Al forno gli ebrei. Sette otto nove, il negretto non commuove. "
Ma ci ha dato di volta il cervello?? Ma siamo affetti da un virus di pazzia??? Ma dove andiamo a finire su questa strada???????
Lottiamo per cambiare le cose, Vi prego non voltiamo la testa dall'altra parte, non facciamo finta che questa realtà non esista e/o che non ci toccherà mai, è un gravissimo errore!!
Se a me avessero detto, "ti accadrà questo", io li avrei presi per matti, la mia, una famiglia tranquillissima di provincia, di lavoratori, mai avuto nessun problema con la Giustizia, sani principi, problemi per arrivare a fine mese, ti alzi un giorno e .........il mondo sembra impazzito, tutto cambia in una carambola di eventi e assurdità inaudite...eri una famiglia, e dopo poche ore ti è crollato tutto il mondo. E la vita ...non è piu' vita, è morte....
Pensate il grande insegnamento che ci ha lasciato Paolo Borsellino: "Andare avanti pur sapendo quale destino ti attende" quando anche dopo la morte di Falcone, gli dicevano di andare via da Palermo, di mollare tutto, di lasciare il compito ad altri, lui rispondeva: "Non è amico chi mi dà questi consigli. Gli Amici Sinceri sono quelli che condividono le mie scelte, i miei stessi ideali, i Valori in cui credo. Come potrei fuggire, deludere le speranze di cittadini-onesti?"
Per cui non fuggiamo nessuno di noi, combattiamola questa battaglia, in difesa dell'Uomo e dei Diritti Umani !! Spediamo milioni di e-mail!!!!
Grazie


Manuel Eliantonio aveva appena compiuto 22 anni il giorno che è stato dichiarato morto, nel carcere di Marassi a Genova,per «dinamica non definita e patologia non identificata» dal medico del carcere. Dal giorno dopo la stampa nazionale racconta di un tossicodipendente deceduto in carcere dopo un’intossicazione da gas butano, sostanza spesso usata dai detenuti per stordirsi, in assenza di altre droghe.
La sera del 23 dicembre dello scorso anno una macchina con a bordo 5 ragazzi, di ritorno da una nottata in una discoteca di provincia, viene fermata dalla polizia stradale in un autogrill della A6 Torino-Savona. I fermati vengono obbligati alle analisi, che risultano positive: hanno assunto cannabis, cocaina e anfetamina. Manuel è l’unico dei cinque a reagire al fermo, fino al momento in cui tenta di fuggire dalla presa della polizia con la scusa di dover andare al bagno. Secondo la versione ufficiale è qui che compie l’ingenuità che lo porterà alla morte: Manuel si illude di poter fuggire, scavalca una rete metallica e si mette a correre tra i rovi che si trovano lungo l’autostrada. Viene ripreso immediatamente e a causa di quel tentativo di fuga è l’unico dei 5 a finire nella caserma di Savona.Da lì l’immediata traduzione in carcere, con una denuncia per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.Il 16 gennaio riesce ad ottenere la scarcerazione e gli arresti domiciliari in attesa di giudizio. L’istanza di scarcerazione si è mossa a rilento per una serie di piccoli precedenti penali: il ragazzo era stato precedentemente condannato per qualche piccolo furto e per ricettazione, reati connessi alla sua dipendenza dalla cocaina.
Dipendenza che stava cercando di combattere con tutte le sue forze, tanto che da qualche mese era in cura al SERT, una cura che lo rendeva nervoso, depresso e spesso fiacco, ma che continuava per poter tornare ad una vita normale.Rimane in carcere fino al 16 gennaio, quando gli vengono finalmente concessi gli arresti domiciliari in attesa di giudizio.Il 25 marzo è nuovamente arrestato per non aver rispettato gli obblighi di dimora e a quel punto inizia il suo calvario. Nei 4 mesi di carcerazione che passano dal secondo arresto alla sua morte viene trasferito 4 volte. Dal carcere di Savona viene tradotto a Chiavari, poi a Torino per un’udienza (dove riesce a vedere i suoi familiari), poi di nuovo di passaggio a Savona, per finire , i primi di giugno, nelle celle del carcere genovese di Marassi dove morirà.La condanna arriva il 4 giugno, durante la sua detenzione: 5 mesi e 10 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Si inizia a fare i conti dei giorni, programma una vacanza di una settimana con la sua fidanzata per la metà d’agosto, quando sarebbe dovuto uscire.Il 20 luglio però, telefona dal carcere alla nonna: durante la telefonata denuncia di essere stato violentemente picchiato, di avere un occhio gonfio e totalmente nero e segni di botte su tutto il corpo. A quel punto la telefonata viene bruscamente interrotta dal centralino del carcere e la sua famiglia inizia a cercare l’avvocato per presentare un’immediata istanza di scarcerazione.
Appena 4 giorni dopo la mamma riceve una lettera con un timbro postale di due settimane prima, le parole di Manuel sono strozzate e sofferenti, quello che scrive è più che chiaro:
«Carissime bamboline mie, mi dispiace che non vi ho fatto avere più mie notizie, ma anche io ho i miei problemi: mi ammazzano di botte almeno una volta alla settimana. Ora ho solo un occhio nero, mi riempiono di psicofarmaci, quelli che riesco li risputo ma se non li prendo mi ricattano. Sono in isolamento almeno 4 giorni alla settimana, è già tanto che ricevo le lettere. Sto mangiando poco.Ho fatto il processo il 4 giugno, mi hanno condannato a 5 mesi e 10 giorni. Facendo i calcoli, con la galera che ho già fatto da dicembre, dovrei essere fuori i primi d’agosto, se Dio vuole.» (lettera scritta alla madre il 24/07/2008)
La mamma, Maria gli scrive subito un telegramma «Resisti, manca poco. Ti aspettiamo» .........ma Manuel non lo leggerà mai.......
Infatti, il 25 luglio 2008 alle 9.25 arriva quella maledetta telefonata da Marassi “abbiamo una brutta notizia da darle, suo figlio è deceduto ma lei inutile che viene qui che non c’è più”.
(ANCHE QUI PER TELEFONO ALLA MAMMA...........)
Ora le riflessioni sarebbero davvero tante, ma le lascio a Voi, a voi che leggete e che da soli, potete farVi un'idea (anche se fra voi c'è un medico, potrebbe gentilmente andare a vedere le foto e dirci se, è possibile che il " gas butano" inalato, dia quelle reazioni fisiche?????? )
Al Ministro della Giustizia
On. Angelino Alfano
e PER CONOSCENZA
Onorevole Ministro della salute e delle
Politiche Sociali
(nome cognome proprio)
Dell'e-mail va fatto il copia incolla del testo sopra e spedito qui:
http://www.camera.it/altresezionism/1568/1567/email.asp?recipient=alfano_a@camera.it
Ogg.: ISPEZIONE CARCERE DI SOLLICCIANO –FI-
IMPORTANTISSIMO SUGGERIMENTO DI UN DOTT. DEL CAMPO, :E' BENE CHE IL MESSAGGIO ARRIVI ANCHE AI VERTICI DEL D.A.P. (DIPARTIMENTO AMMINITRAZIONE PENITENZIAIRIA) E AL P.R.A.P. (PROVVEDITORATO AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIAI) DI FIRENZE A QUESTE E-MAIL:
DAP Direzione Generale Pers. Form. ; PRAP FIRENZE ; DAP Direzione Generale Detenuti e Trattamento ; DAP Ufficio del Capo del Dipartimento ; DAP Segreteria del Capo del Dipartimento ; DAP Segr. Part. Vice Capo del Dipartimento
********************************************************
APPELLO IMPORTANTISSIMO A TUTTI I BLOGGER
Vi preghiamo di postare questa e-mail da inviare (singolarmente) nei vostri blog, è importantissimo che arrivino il maggior numero di e-mail per ottenere qualche risultato!!
Lavoriamo insieme, facciamo sentire la "forza della rete"!!
Il Comitato Verità e Giustizia per Niki Aprile Gatti
***************************
Facciamolo per la Verità e la Giustizia del mio adorato Niki, ma facciamolo anche per i tanti ragazzi e non, che attualmente sono lì dentro, in condizioni indescrivibili!! Vi prego di leggere questa lettera scritta dalle Detenute di Rebibbia di Roma Sezione di Alta Sicurezza solo per farVi capire come sia importante la nostra voce da "Fuori".....
".....Ci dicono sempre che non è il momento, che nessuno è interessato ai diritti delle persone detenute, eppure vogliamo continuare a farci sentire sapendo bene che le nostre voci, da sole, possono ben poco, se non riusciamo a sensibilizzare coloro che sono fuori da queste mura...."
Dimostriamo con la Civiltà che ha sempre distinto persone come noi, che non è così!!!
E poi Vi prego leggete questo che ho trovato su internet (dopo averlo letto mi sono sentita male...) , non ho trovato nulla però che dicesse come è andata a finire questa denuncia delle Associazioni.
Vi prego non voltiamo nuovamente la testa, alziamola fieri e degni e diamoci da fare affinchè certe cose non avvengano piu', immaginate certi episodi attuati con un detenuto (es. Sandro Pertini) che poi ha guidato una Nazione nel migliore dei modi ed è stato Amato profondamente da tutti gli Italiani???
"Istruitevi, perché abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza; organizzatevi, perché abbiamo bisogno di tutta la vostra forza." Antonio Gramsci
FACCIAMOCI SENTIRE INVIAMONE TANTISSIME!!!!













Così la mamma lo ha rivisto....... si, Maria Ciuffi così ha rivisto suo figlio!!!!
INTERVISTA-TESTIMONIANZA DI UNA PERSONA DETENUTA AL CARCERE “LE SUGHERE”DI LIVORNO.
Domanda – Quanto tempo sei stato nel carcere di Livorno?
Risposta – Attualmente un mese e mezzo, in totale cinque anni.
D – Ci vuoi raccontare qual è la realtà nelle celle di questo carcere?
R – La realtà della cella è invivibile… le celle sono di tre metri e dentro ognuna ci sono 4 o 5 detenuti, non si resiste…
D – C’è anche un bagno?
R – Si, c’è, ma è impossibile entrarci perché è sporco.
D – Quindi c’è anche un problema di sporcizia…
R – Si.
D – Cosa fate all’interno di queste celle così piccole?
R – Niente… ognuno sta nel suo letto, si addormenta o guarda la tv. Sennò c’è l’ ”ora d’aria” o una saletta dove andiamo a giocare a carte. Basta.
D – Una delle realtà che più ci ha colpiti, anche alla luce del caso di Marcello Lonzi, è il regime di disciplina all’interno del carcere livornese…
R – Si…
D – Qual è l’atteggiamento delle guardie nei confronti dei detenuti?
R – La Polizia penitenziaria a Livorno comanda troppo, fa ai detenuti quello che vuole. Se qualcuno chiede qualcosa alle guardie, come ad esempio una “spesa anticipata” o dei fogli per compilare le “domandine”,assumono un atteggiamento alterato e, a seconda di come gli viene risposto, il detenuto viene immobilizzato con le braccia rigirate dietro la schiena, portato giù all’isolamento, e qui isolato, o pestato, o rinchiuso nella “cella liscia”.
D – La Polizia penitenziaria ha quindi un atteggiamento molto duro nei confronti dei detenuti?
R – Si, nei confronti dei detenuti si.
D – Tu sei stato nella cella d’isolamento delle “Sughere”?
R – Si, sono stato nella “cella liscia”.
D – E cosa è successo?
R – Mi hanno preso perché, giunto da un altro carcere, avevo chiesto una“spesa anticipata”. Sono venuti a muso duro davanti alla cella e mi hanno detto: “Se non stai zitto ti si prende e ti si attacca al muro”. Siccome io non sono una persona che si zittisce così, gli ho risposto a tono e così sono tornati in 5, mi hanno preso e portato giù alla “cella liscia”, spogliato in mutande, e tenuto così per 4 giorni, con solo il materasso.
D – Quindi tu sei stato tutti questi giorni nudo, in mutande, in una cella liscia che non ha nulla, solo il materasso?
R – Si, solamente con un materasso in terra.
D – Cosa hai provato?
R – Ci si sente proprio a terra. Oltretutto viene chiuso sia il cancello, sia il blindato, e non puoi chiamare neanche le guardie,perché se le chiami entrano dentro e ti riempiono di botte. Non puoi fare nulla, questo te lo dicono appena entri con minacce dirette, non puoi aprire nemmeno la bocca.
D – Sei stato picchiato durante l’isolamento?
R – Io si.
D – Vuoi raccontarci cos’è successo?
R – Nella “cella liscia” mi hanno picchiato ed io ho risposto, così sono venuti in 6 o 7 e non ho più potuto far nulla, mi hanno spaccato la faccia. Quando ti picchiano puoi pure rispondere, ma al massimo puoi colpirne uno, spintonarne un altro e poi sei finito, ti accerchiano e ti seppelliscono di cazzotti e pedate, fino ad ammazzarti. Io mi sono rivoltato e gliel’ho detto: tanto vi prendo fuori quando siete “in borghese”.
D – Sei stato picchiato a mani nude?
R – Loro avevano i guanti, guanti e scarponi con la punta in ferro che fa molto male.
D – Cosa si prova quando sei in isolamento e ti entrano 6 guardie dentro per picchiarti?
R – Uno se ne accorge subito, perché quando vengono a picchiarti chiudono i cancelli dietro e intorno a sé, cancelli e blindati. Se il tuo rimane aperto, stai tranquillo che prima o poi arrivano 6 o 7 guardie a picchiarti. A quel punto cosa fai, ti metti in un angolo, o in fondo alla parete, e sai già a cosa andrai incontro. Io mi metto in fondo, in un angolo, e se ne prendo uno bene, sennò me le piglio tutte io.
D – Ci sono altre persone nel carcere di Livorno che hanno subito lo stesso trattamento?
R – Si, ne ho viste, portate via e anche picchiate nel corridoio. Ho visto detenuti prenderne da 4 o 5 guardie, anche davanti a tutti.
D – Hai visto rientrare qualcuno dalla cella d’isolamento?
R – Si, avevano la faccia rotta, gli mancavano i denti.
D – Ultimamente c’è un incremento della violenza nei confronti delle persone detenute o no?
R – Si, c’è un incremento. Forse dipende dal fatto che ci sono troppi detenuti o perché il carcere cade a pezzi, le sezioni cadono a pezzi, in una cella dormono in 6 o 7, mentre prima ci dormivano in 2. Aumentano idetenuti e aumentano i pestaggi.
Questa è una testimonianza sulla realtà del carcere di Livorno, dove è morto Marcello Lonzi, di 29 anni, morto dopo essere stato messo in isolamento. Marcello è morto in una realtà di violenza quotidiana, di violenza come abitudine e prassi????
Hanno avuto il coraggio di affermare che i diversi colpi, riportando ecchimosi sulla schiena,ferite sul volto, sulla testa e in particolare una profonda fino all’osso, sono state causate dalla caduta di Marcello contro le grate della cella al momento dell'infarto.
Il 9 Luglio 2009 così' dichiara Maria Ciuffi:" ....dobbiamo sottolineare che la verità sull'assassinio di Marcello non può essere fraintesa o nascosta con mezze verità e non capisco le difficoltà a chiudere l'indagine quando tutto è rintracciabile: gli orari di servizio, la presenza del personale, le dichiarazioni dei detenuti, i cambiamenti accomodanti dell'ora esatta della morte di Marcello, le coperture rivelatesi ambigue ed inconsistenti della direzione del carcere ed infine lo scandaloso referto medico-legale di infarto o stress. I colpevoli sono certamente individuabili ma nessuno li vuole incolpare. "non ho fiducia nella giustizia che vede con gli occhi dello stato" Ciao a tutti all'11 luglio alle ore 17 davanti alcarcere di Livorno. "
Questo Post oggi l'ho voluto dedicare a Marcello, perchè secondo me, lui la sua condanna la stava scontando, con la privazione della liberta', infatti era in un Istituto Penitenziario dello Stato Italiano, privare della libertà una persona è il massimo della pena, ma da questo a passare allo stato in cui abbiamo visto le foto NO .....
Il nostro NO deve essere senza tentennamenti o ipocrisie, non possiamo permettere certi abusi !!!! Non possiamo sempre liquidare con superficialità,non possiamo avere una nazione che si dice "civile" ed avere lager al suo seno....
Siamo nel 2009!!!!!!
Per scrivere questo post ho fatto diverse ricerche, e cercando mi imbatto in questo articolo .....
Il gelo si impadronisce immediatamente di tutta me stessa..... mi ripeto non può essere.....
cerco fra le mie carte ed ho la conferma: il direttore del carcere Le Sughere al tempo della morte di Marcello e il direttore del carcere di Sollicciano al tempo della morte del mio adorato Niki ...è lo stesso..... certo per voi forse, non significherà nulla (come certamente non significa nulla), ma per me è stato un colpo al cuore....
Cosa è accaduto al mio preziosissimo Niki?????
Ti amo Niki
Shalom
Mamma
Onorevole Pannella,
sono la mamma di Niki, o meglio sono l’orfana di mio figlio.
Le scrivo, perché lei tante volte si è interessato dei carceri italiani.
Dopo il 24 Giugno, ho fatto molte ricerche sul web, circa questa situazione paradossale dei carceri, ed ho trovato diversi articoli e diverse sue dichiarazioni,dove denuncia che il carcere di Sollicciano è tra le strutture carcerarie piu’ difficili a livello italiano e non solo, un edificio progettato per 470 detenuti e ne ospita circa il doppio. Vorrei aggiungere io, che il sovraffollamento porta, non solo problemi di spazio, celle di 4 metri con letti a castello a 3 brande (immaginiamo a Luglio/Agosto quello che dorme nella terza branda vicino al soffitto…) dove è difficile muoversi, se si sta tutti e tre in piedi, uno deve rimanere a letto; ma oltre a questo, non c’è sufficiente acqua per lavarsi, i servizi igienici lasciano a desiderare, e cosa ancora piu’ grave, manca il cibo per tutti,i detenuti possono acquistare delle cose all’interno del carcere, ma a loro dire, costano molto di piu’ che fuori. Come è possibile? Lì, non si vigila sui prezzi? La logica ci suggerisce che i prezzi dovrebbero essere più bassi. Ma in questo nostro Bel Paese c’è logica?
E chissà quanti altri problemi di cui non sono venuta a conoscenza.
Leggo ancora, che Lei sostiene, che l’80% dei suicidi nei carceri, non sono tali …., ha letto l’aumento di quest’anno? 5% in piu’ rispetto all’anno scorso (e se proviamo a fare anche qui l’80%... inquietante) non siamo statistiche, siamo tutte famiglie distrutte…
Mi ha lasciato un post un avvocato, in cui mi si dice:”voi non potete neanche immaginare cosa c’è lì dentro…..”, e io mi chiedo, io non ci sono mai entrata, ma chi l’ha fatto, come può continuare la vita nella normalità, credendo (erroneamente) che è qualcosa che neghiamo anche a noi stessi, perché non ci toccherà mai? Ma ne siamo così sicuri??? Penso che Lei non abbia visto la mia video intervista con Beppe Grillo, (perché io non posso crederci, per far conoscere la storia di mio figlio, mi sono dovuta rivolgere a un “COMICO”), la veda e legga anche la storia, le invio il blog http://nikiaprilegatti.blogspot.com/
Perché Le scrivo?
Ma perché mio figlio, il 19 giugno (prima detenzione, incensurato , mai avuto problemi con la Giustizia) , brillante ragazzo, grandi sogni, molto preparato nel campo dell’informatica, mai avuto depressioni e/o problemi di questo genere, 26 ANNI, viene arrestato per la prima volta e indovini dove viene portato? Proprio lì, nel carcere di “SICUREZZA” di Sollicciano in regime di “CUSTODIA” Cautelare. E qui iniziano i miei perché, PRIMA DETENZIONE IN UN CARCERE DI SICUREZZA???? Erano ipotesi di reato, truffa informatica, il tutto inserito in un giro di arresti, di 18 persone, fra cui anche personaggi noti, di età ben piu’ elevata, ma nel carcere di Sicurezza chi ci finisce??? …. il piu’ giovane….
Il 23 giugno viene interrogato dai Pm, non vuole avvalersi della facoltà di non rispondere, dice che vuole dire quello che sa, vuole spiegare il suo lavoro, perché lui da lì vuole uscire. Parla, viene riportato in carcere e dopo l’isolamento, chiede di essere messo con italiani possibilmente non violenti(ci teneva alla sua vita???). Viene messo in cella con un Tunisino e un Marocchino con trascorsi tutt’altro che non violenti … Il giorno 24 Giugno viene trovato in circostanze per me poco chiare (i verbali del carcere portano grosse incongruenze), “suicidato”.
Finita la sua vita e la mia per sempre … ho letto un sito Radicale dove si riporta anche il “caso” di Niki, noi Onorevole, non siamo “casi”, sono vite SPEZZATE, SIAMO FAMIGLIE DISTRUTTE.
Io cerco la verità sulla morte di mio figlio e la Giustizia, da qualunque parte essa arrivi! Chiunque è colpevole, deve pagare, siamo in un Stato di Diritto?? Doveva essere custodito??? E se si, chi lo ha fatto? Ora del decesso ore 10, ora della chiamata al 118 ore 11.15……..
Ora Voi ci chiedete il consenso, ed è una grande richiesta, noi cosa Vi chiediamo? Cosa Le stò chiedendo io ora? Le sto dando un caso di quelli che Lei tante volte cita ed ha citato, glielo sto dando in concreto, passiamo dal generale al particolare, io voglio la Verità sulla morte di mio figlio, non si sarebbe mai Suicidato, lui che era la voglia di vivere personificata, e mai senza lasciarmi niente di scritto… e voglio la Giustizia! Scopriamo questa pentola terrificante, scaviamo,e chi sa se dal particolare non riusciamo a risolvere problematiche piu’ grandi?
Questo è un sito dove Lei ha rilasciato dichiarazioni non molto tempo fa e certo la detenzione descritta è stata molto, molto diversa, ma lì sono stati molti i politici intervenuti ….. http://www.corriere.it/politica/08_luglio_15/del_turco_isolamento_7bd51132-5258-11dd-b48c-00144f02aabc.shtml
anche se non c’è stata una vita spezzata, anche se non c’è stata una carcerazione uguale a quella degli altri, anche se l’età era di gran lunga superiore a quella di un ragazzo, vada a verificare i sistemi di controllo, e non è mai stato messo in cella con altri, ma chi lo ha mai detto che la Legge è uguale per tutti?.....(asserisco cose lette dai quotidiani locali , che, per giorni e giorni hanno occupato le prime pagine (anche qui ipotesi di reato, quindi tutto da verificare, Lui lo può fare, io cosa verifico piu’????) E pensi invece,che i giornali, per mio figlio non hanno neanche fatto un trafiletto la settimana scorsa quando ho fatto l’intervista con Beppe Grillo e con 2 giorni, 55.000 persone hanno guardato il video!! Era piu’ importante “il concorso sulla patata del fucino”… Mio figlio l’ho curato con tanto amore e con il rispetto delle regole, non e’ mai stato un ragazzo drogato, non mi ha mai dato problemi , era un ragazzo normalissimo con i suoi sogni, che non saranno mai piu’ realizzati e un ragazzo che non vedrò mai diventare un uomo.
Il mio è un “piccolo” caso disperato e disperante, che però, forse, se Lei ci spendesse anche una sola parola, avvicinerebbe i politici, che parlano sempre troppo spesso di problematiche così grandi alle quali non c’è soluzione, e poco, molto poco di quelle particolari che, invece avrebbero solo bisogno di buona volontà per risolverle …….
La saluto cordialmente e la ringrazio del tempo che mi ha concesso nel leggermi.