
"Potete ingannare tutti per un pò,
qualcuno per sempre,
ma non potete ingannare tutti per sempre."
A. Lincoln
Chi era Ilaria Alpi??
Nata a Roma il 24 maggio 1961,è stata una giornalista italiana del TG3, uccisa in Somalia assieme all'operatore Miran Hrovatin.
La perizia della polizia scientifica ricostruì la dinamica dell'azione criminale, stabilendo che i colpi sparati dai kalashnikov erano indirizzati alle vittime, poiché l'autista e la guardia del corpo rimasero indenni.
Secondo alcune interpretazioni, i due giornalisti avrebbero scoperto un traffico internazionale di veleni, rifiuti tossici e radioattivi prodotti nei Paesi industrializzati e stivati nei Paesi poveri dell'Africa, in cambio di tangenti e armi scambiate coi gruppi politici locali. La commissione non ha però approfondito la possibilità che l'omicidio possa essere stato commesso per le informazioni raccolte dalla Alpi sui traffici di armi e di rifiuti tossici, che avrebbero coinvolto anche personalità dell'economia italiana.
"Somalia: uccisi due giornalisti italiani a Mogadiscio – Mogadiscio, 20 marzo – La giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e il suo operatore, del quale non si conosce ancora il nome, sono stati uccisi oggi pomeriggio a Mogadiscio nord in circostanze non ancora chiarite. Lo ha reso noto Giancarlo Marocchino, un autotrasportatore italiano che vive a Mogadiscio da dieci anni".(battute alle 14.43 del 20 marzo 1994 dall’agenzia ANSA )
Sulla "scena del delitto" erano presenti due troupes televisive: quella della svizzera italiana (RTSI) ed una americana (ABC).
Le immagini che ci sono giunte, di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin colpiti ed accasciati nell'abitacolo del loro fuoristrada, sono state girate dall'operatore dell'Abc, di origine greca, trovato ucciso qualche mese dopo a Kabul in una stanza d'albergo. Vittorio Lenzi, operatore della troupe svizzera-italiana è rimasto vittima di un incidente stradale sul lungolago di Lugano (mai chiarito del tutto nella dinamica).
Il 23 febbraio 2006 un'apposita commissione d'inchiesta parlamentare, dopo due anni di lavori, concluse i suoi lavori con due relazioni contrapposte.
Il suo presidente Carlo Taormina espresse la tesi che l'omicidio fosse avvenuto dopo un fallito tentativo di rapimento da parte di alcuni abitanti di Mogadiscio per un presunto risentimento dei somali nei confronti del popolo italiano. Queste dichiarazioni fecero eco a quelle del 7 febbraio 2006 quando dichiarò: «I due giornalisti nulla mai hanno saputo e in Somalia passarono una settimana di vacanze conclusasi tragicamente».
Nell'opposizione parlamentare ci si soffermò, invece, su alcune indubbie anomalie del modo di procedere della Commissione d'inchiesta, che potrebbero averne falsato le risultanze.
Un altro mistero, un altro caso non risolto.
.......e la mamma sono 15 anni che aspetta ..........la Verità e la Giustizia.....
MA ...... ora ... c'è un pentito......
Nell'ultima intervista rilasciata, il collaboratore di giustizia Francesco Fonti, rivela ulteriori particolari sulla procedura dell'affondamento di navi con scorie radioattive al largo della Calabria, e sui mandanti politici che avevano indicato la Somalia come pattumiera delle nostre scorie radioattive. «Era una procedura facile e abituale - racconta l'ex boss - ho detto e ribadisco in totale tranquillità che sui fondali della Calabria ci sono circa 30 navi. Io ne ho affondate tre(....solo????? la Yvonne A, la Cunski e la Voriais Sporadais), ma ogni anno al santuario di Polsi (provincia di Reggio Calabria) si svolgeva la riunione plenaria della 'ndrangheta, dove i capi bastone riassumevano le attività svolte nei territori di loro competenza» ( La Yvonne A, ci disse la Ignazio Messina, trasportava 150 bidoni di fanghi, la Cunski 120 bidoni di scorie radioattive e la Voriais Sporadais 75 bidoni di varie sostanze tossico-nocive. Ci informò anche che le imbarcazioni erano tutte al largo della costa calabrese in corrispondenza di Cetraro, provincia di Cosenza. Io e Giorgi andammo a Cetraro e prendemmo accordi con un esponente della famiglia di 'ndrangheta Muto, al quale chiedemmo manodopera. Ci mettemmo in contatto con i capitani delle navi tramite baracchino e demmo disposizione a ciascuno di essi nell'arco di una quindicina di giorni di muoversi. La Yvonne A andò per prima al largo di Maratea, la Cunski si spostò poi in acque internazionali in corrispondenza di Cetraro e la Voriais Sporadais la inviammo per ultima al largo di Genzano. Poi facemmo partire tre pescherecci forniti dalla famiglia Muto e ognuno di questi raggiunse le tre navi per piazzare candelotti di dinamite e farle affondare, caricando gli equipaggi per portarli a riva. Gli uomini recuperati", si legge nel memoriale, "sono stati messi su treni in direzione nord Italia. Finito tutto, io tornai a Milano, mentre Giuseppe Giorgi andò a prendere dalla Ignazio Messina i 150 milioni di lire per nave che erano stati concordati"(dal memoriale ...)
. . Dalla prossima settimana la Commissione Bicamerale sulle Ecomafia sentirà i magistrati che indagano sulla vicenda oltre il collaboratore Fonti.
Una nave è stata ritrovata a largo di Cetraro.
«La Commissione d'inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti – spiega Pecorella in una nota - ha già proceduto a convocare a Roma una serie di soggetti che potranno fornire ulteriori elementi circa questi affondamenti, in attesa degli esiti delle analisi chimiche già effettuate: grazie alla disponibilità del procuratore della Repubblica di Paola, Bruno Giordano ....». «Abbiamo chiesto ai nostri uffici di acquisire tutta la documentazione prodotta in questi anni dai magistrati titolari delle inchieste sugli affondamenti delle cosiddette “navi a perdere” e di tutti gli atti prodotti e acquisiti nell'ambito dell'attività della Commissione istituita sull'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Riteniamo inoltre prioritario che la Commissione rifiuti acquisisca tutte le segnalazioni della società civile e in particolare della associazioni ambientaliste che in questi anni sono rimaste inascoltate»
La mamma di Ilaria Alpi ha voluto sentire personalmente questo pentito durante la trasmissione su Rai3 "chi l'ha visto" ,il pentito le ha raccontato di aver organizzato un viaggio in Somalia di una nave carica di scorie, rifiuti tossici e armi. Ad attenderlo al porto, ha detto Fonti a Luciana Alpi, c'era un imprenditore italiano che lo ha aiutato a fare scaricare le scorie nel paese africano, dando in cambio casse piene di armi e sapete chi era (sempre secondo questo pentito)??
Proprio Giancarlo Marocchino...... però adesso quest'ultimo ha querelato Francesco Fonti....perchè tutto falso...vedremo... (guardatelo nel video .....appena morta Ilaria...)
Ma non è finita qui, e i soldi di tutto questo traffico della 'ndrangheta, sempre secondo il pentito, dove finivano??? ...San Marino.... ma anche Singapore, Liechtenstein, Isole Cayman, Gibilterra, Principato di Monaco, Malta, Jersey, Isole del Canale, Isole Marshall, Aruba, Nuova Zelanda. (.....erano tanti ....come sentirete nel video.....)
......'Ndrangheta ..... soldi.....Morte .......San Marino........ elementi comuni
E la Verità e la Giustizia????????
MA DAVVERO E' QUELLO CHE IO VI AVEVO ANTICIPATO??? SENZA PENTITI NON C'E' VERITA'???? ...... SOLO AI POSTERI ....LA VERITA'???? Quanti ANNI dovrò attendere anche io????????
Guardate questo video e guardate questa mamma e pensate al TEMPO......
e pensate anche a tantissime altre cose..... come ad esempio che quel pesce pescato nei nostri mari finisce nelle nostre tavole..... che i nostri figli li facciamo immergere in quelle acque ... che l'ecosistema è minato per sempre ...
.........che la 'ndrangheta CE LI UCCIDE I NOSTRI FIGLI..
se non in un modo ...lo fa nell'altro...
E' TEMPO DI ANDARE AVANTI, NON PIU' CONFIDANDO SULL'IMPEGNO STRAORDINARIO DI POCHI MA CON L'IMPEGNO ORDINARIO DI TUTTI.
( Giovanni Falcone)
.....Così .... TUTTI INSIEME...... da soli non arriveremo da nessuna parte!!

Ti Amo Niki
Shalom
Mamma


Ti Amo Niki




Ti Amo Niki





















